Incontro Draghi sindacati: passi avanti

European Central Bank (ECB) President Mario Draghi holds a news conference at the ECB headquarters in Frankfurt, Germany, March 7, 2018. REUTERS/Ralph Orlowski

Incontro Draghi sindacati: passi avanti

Roma – È terminato, dopo oltre due ore, l’incontro tra il premier Mario Draghi e i leader di Cgil Cisl e Uil sulle pensioni.  Il governo è “disponibile” ad aprire un confronto con i sindacati sulle pensioni, ma nella manovra non ci sono le risorse per affrontare una riforma strutturale. È quanto fanno sapere fonti di governo, al termine del confronto con i sindacati a Palazzo Chigi. Il premier Draghi e l’esecutivo, spiegano le fonti, hanno ascoltato il punto di vista delle organizzazioni sindacali  sulla parte fiscale della manovra. Per quanto riguarda le pensioni, il governo è disponibile ad aprire una discussione sulle pensioni con incontri che verranno fissati “a breve, già a partire da dicembre”. Però, fanno notare le fonti, nella manovra “non vi sono le risorse per affrontare una riforma strutturale delle pensioni”. Landini: “Registriamo la disponibilità del governo” “Oggi registriamo una disponibilità al confronto: non abbiamo certezza dei risultati, ma la disponibilità è una cosa non scontata”. Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Mauriizo Landini, al termine dell’incontro con il governo a palazzo Chigi. “Dobbiamo vedere quali saranno le risposte – ha precisato – oggi abbiamo determinato un percorso”.  “Quello di oggi è stato un incontro utile – ha affermato Landini – consideriamo importante il percorso che si è aperto. La valutazione degli esiti e dei risultati la vedremo nei prossimi giorni e per quello che ci riguarda l’insieme delle mobilitazioni proseguono per rendere più evidente che la legge di bilancio e le riforme devono andare nella direzione di rimettere al centro il lavoro, i diritti, in particolare di giovani e donne. Dovremmo fissare già la prossima settimana incontri di approfondimento – ha aggiunto Landini – è possibile avviare dai primi di dicembre un confronto”. Landini ha precisato che le mobilitazioni nelle varie regioni, la prima il 20 novembre poi il 27 e ai primi di dicembre proseguono” allo scopo di rendere sempre più evidente che bisogna mettere al centro il lavoro e i diritti.

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