Varata la manovra: nel 2022 pensione a 64 anni, risorse per la ripresa economica

European Central Bank (ECB) President Mario Draghi holds a news conference at the ECB headquarters in Frankfurt, Germany, March 7, 2018. REUTERS/Ralph Orlowski

Varata la manovra: nel 2022 pensione a 64 anni, risorse per la ripresa economica

Roma – Il Consiglio dei ministri ha varato la manovra da trenta miliardi, di cui 23,4 in deficit, mentre la prossima settimana ci sarà la legge sulla concorrenza. Ne parla diffusamente il quotidiano la Stampa. Sono 185 gli articoli contenuti nella bozza della manovra che si trova sotto esame, dal fondo per il taglio delle tasse ai nuovi ammortizzatori. Tra le misure, oltre l’intervento sul nodo pensioni e l’addio a quota 100 e il reddito, il rinvio della sugar e plastic tax, i congedi per i papà, la proroga del Superbonus 110, l’assegno unico per le famiglie, l’addio definitivo al Cashback, la stretta sul reddito di cittadinanza, i fondi per la sanità e anche per il Giubileo 2025. Un fondo da 600 milioni in 3 anni è istituito per «favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni». Lo si legge nella bozza della manovra. Il fondo ha una dotazione di 200 milioni di euro per l’anno 2022, 200 milioni di euro per l’anno 2023 e 200 milioni di euro per l’anno 2024. Con decreto del ministro per lo Sviluppo economico, di concerto con ministri di Economia e Lavoro, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra, «sono definiti criteri, modalità e procedure di erogazione». Nel 2022 si andrà in pensione a 64 anni con 38 di contributi. «Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 può essere esercitato anche successivamente. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2022, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio» prevede la norma sulla questione certamente più spinosa. L’addio a quota 100 era scontato. Gli scogli da superare sono due, l’opposizione dei sindacati che annunciano manifestazioni e rotture con il governo. Come il leader della Uil Pierpaolo Bombardi che sottolinea: «Quota 102 non va, siamo pronti a scendere in piazza». E aggiunge: «Se dovesse essere confermata al Consiglio dei ministri la scelta di Quota 102 sulle pensioni, la Uil non ci sta ed è pronta se necessario a scendere in piazza». Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a Isoradio. «Sabato – ha aggiunto – ci vedremo con i colleghi di Cgil e Cisl e valuteremo quali strumenti di mobilitazione mettere insieme sapendo che, siccome è una discussione che durerà all’interno delle Camere un mese, dovremmo avere la forza di fare pressione, mobilitazioni per un mese e un giorno in più di quanto dura la discussione, per convincere il Parlamento a cambiare le scelte che ha assunto». Il Reddito di Cittadinanza viene rifinanziato con la manovra economica, ma nella bozza vengono introdotti precisi paletti per accedere a tale beneficio. Innanzitutto, vengono stanziati 1.065,3 milioni per l’anno 2022, 1.064,9 milioni per l’anno 2023, 1.064,4 milioni per l’anno 2024, 1.063,5 milioni annui per l’anno 2025, 1.062,8 milioni per l’anno 2026, 1.062,3 milioni per l’anno 2027, 1.061,5 milioni per l’anno 2028, 1.061,7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029. Ma arriva anche una stretta: innanzitutto, l’Inps dovrà provvedere ogni anno ad una verifica dei requisiti. Il cosiddetto Piano di verifica «Può prevedere anche lo scambio di dati con le competenti autorità dello Stato estero, sulla base di accordi bilaterali». Sul tavolo anche la partita sulla proroga del Superbonus edilizio al 110%, che viene riconosciuto ai proprietari di prime case monofamiliari e villette fino a dicembre 2022 con redditi Isee fino a 25 mila euro. «Come ribadito da Giuseppe Conte, chi sta dalla parte della crescita e della sostenibilità non può non estendere la platea delle famiglie che possono accedervi, eliminando il vincolo dell’Isee a 25.000 euro, consentendo l’applicazione alle seconde case ed estendendo la portata temporale a fine 2023 come per le altre tipologie» è l’obiettivo del Movimento 5 Stelle spiegato in una nota di un pool di deputati. Dopo il 2023 scatta il decalage: al 70 per cento per le spese sostenute nell’anno 2024, al 65 per cento per quelle sostenute nell’anno 2025. Sul Cashback l’ex presidente del Consiglio Conte ha perso la partita. Questa misura, destinata ad incentivare l’uso della moneta elettronica e quindi a contrastare in qualche modo l’evasione fiscale verrà infatti eliminata. I 1,5 miliardi destinati alla sua copertura andranno a diventare risorse aggiuntive, dirottati sulla riforma degli ammortizzatori, e dai “risparmi” derivanti dall’anticipo nel decreto fiscale di alcune spese che sarebbero state obbligatorie nel 2022. Otto miliardi, dal 2022 al 2026, al sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane, circa 900 milioni di euro alla cosiddetta nuova Sabatini (il contributo a favore delle Pmi per l’acquisto di beni strumentali), il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi fino al 2027. Vengono inoltre prorogate al 30 giugno 2022 le misure di garanzie a sostegno della liquidità delle imprese. L’indennità di funzione dei sindaci metropolitani e dei sindaci dei comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario «può essere incrementata, in misura graduale per ciascuno degli anni 2022, 2023 e in misura permanente a decorrere dall’anno 2024, sulla base del trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni». Gli aumenti saranno del 100 per cento per i sindaci metropolitani, con percentuali a calare per gli altri comuni in base al numero dei residenti. Presso il Ministero dell’interno sarà operativo un fondo con una dotazione di 300 milioni di euro per l’anno 2022, di cui 50 milioni di euro in favore dei soli comuni delle regioni Siciliana e Sardegna, e di 150 milioni di euro per l’anno 2023 in favore dei comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Siciliana e Sardegna che sono in procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. E’ quanto si legge in una bozza della legge di bilancio. Il fondo, viene specificato, sarà attivo anche per i comuni con meno di 5mila abitanti di Sicilia e Sardegna ‘in difficoltà economiche’ e avrà una capienza di 50 milioni per il 2022. Arrivano altri 2 miliardi per «contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale nel primo trimestre 2022». Con queste risorse «l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente provvede a ridurre le aliquote relative agli oneri generali di sistema». La sugar e la plastic tax sono rinviate a gennaio 2023. È quanto prevede la bozza della legge di bilancio che l’Adnkronos ha potuto visionare. Quella che il Cdm si appresta a varare è una «legge di bilancio espansiva, le linee sulle quali ci stiamo muovendo contengono investimenti anche in capitale umano e ricerca di cui questo paese ha parlato per molto tempo. Il mio invito è quello di riuscire a dare spazio a tutti i diversi aspetti di questa manovra che è appunto una manovra di ampio spettro». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, intervenendo all’Assemblea pubblica di Ance sottolineando che «abbiamo bisogno di mostrare al paese la cifra di questa manovra di bilancio». Un fondo da 600 milioni in 3 anni è istituito per “favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni”. Lo si legge nella bozza della manovra. Il fondo ha una dotazione di 200 milioni di euro per l’anno 2022, 200 milioni di euro per l’anno 2023 e 200 milioni di euro per l’anno 2024. Con decreto del ministro per lo Sviluppo economico, di concerto con ministri di Economia e Lavoro, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra, “sono definiti criteri, modalità e procedure di erogazione». Arrivano agevolazioni sugli affitti per tutti quei giovani, in un’età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. Qualora stipulino un contratto di locazione per l’intera unita’ immobiliare o porzione di essa da destinare a propria abitazione principale, sempre che la stessa sia diversa dall’abitazione principale dei genitori, gli viene riconosciuta per i primi quattro anni, «una detrazione dall’imposta lorda pari al 20 per cento dell’ammontare del canone di locazione entro il limite massimo di euro 2.400 di detrazione». «Sono ottime, importantissime le notizie e le risorse per le montagne e gli Enti montani, piccoli comuni e Borghi negli articoli 150 e 107 della legge di bilancio che il governo sta varando in questi minuti» dichiara il presidente di Uncem Marco Bussone. I comuni montani avranno modo di crescere grazie ad un percorso in linea con gli ultimi sforzi verso le aree più rurali: «Confermato il lavoro positivo fatto con i ministeri e in particolare con la Ministra Gelmini. Il fondo per la montagna portato da 10 a 100 milioni di euro fa bene a tutto il Paese. Ringraziamo chi ci ha lavorato e lavorerà in Aula. Tutti i Partiti siamo certi di adopereranno per le misure finanziare e fiscali in favore delle aree montane». Viene incrementato di 1,85 miliardi il fondo, previsto nella scorsa legge di bilancio, per l’acquisto di vaccini anti Covid per il 2022. Quasi un miliardo e mezzo dal 2022 fino al 2026 per finanziare le celebrazioni del Giubileo della Chiesa Cattolica per il 2025. Nello specifico nasce un fondo da oltre un miliardo e trecento milioni per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali mentre un altro fondo da circa 140 milioni per assicurare il coordinamento operativo e le spese relativi a servizi da rendere ai partecipanti all’evento. Arriva un “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” con una dotazione pari a 90 milioni di euro per l’anno 2022 e 140 milioni di euro per l’anno 2023. Il fondo è destinato a incentivare gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media, nonché a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali e a sostegno della domanda di informazione. Al fine di garantire la tutela delle prestazioni previdenziali in favore dei giornalisti, con effetto dal 1° luglio 2022, la funzione previdenziale svolta dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (INPGI), in regime di sostitutività delle corrispondenti forme di previdenza obbligatoria, è trasferita, limitatamente alla gestione sostitutiva, all’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) che succede nei relativi rapporti attivi e passivi. E’ quanto prevede l’art. 28 della bozza della manovra.