Autonomia, Zaia e Bonaccini: “Sanità può essere solo regionale”

Autonomia, Zaia e Bonaccini: “Sanità può essere solo regionale”

La trattativa per avere l’autonomia non è stata abbandonata da parte delle Regioni. La pandemia ha infatti dimostrato che l’autonomia è la strategia da seguire e che con una gestione centralizzata il bilancio del Covid-19 sarebbe stato ben peggiore. Lo hanno ribadito chiaramente i governatori dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e Luca Zaia, del Veneto, aprendo la giornata di lavori ‘Un nuovo sguardo sulle autonomie e il governo dei territori’ presso la Fondazione Stelline di Corso Magenta. È il primo appuntamento organizzato dal think tank voluto proprio dall’Associazione Amici delle Stelline che si chiamerà “Dopodomani”, che si affianca al ciclo di eventi “Direzione Nord”, ormai consolidato sulla piazza milanese e in cui viene lanciato il format “Buongiorno Sindaco”, promosso dall’Associazione Amici delle Stelline con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia, per sensibilizzare i cittadini lombardi su temi di ripensamento della città e della sua amministrazione e su temi di salute pubblica. “Vogliamo pensare il futuro del paese, organizzando molti appuntamenti su più linee di sviluppo e con una riflessione sui temi sanitari, urbanistici e ambientali”, ha precisato in apertura Fabio Massa, presidente dell’Associazione Amici delle Stelline. Autonomia regionale. “Il Piano sanitario nazionale è uno e nazionale, così come le strategie e le linee guida sono fissate dal Governo e dallo Stato, ma la sanità deve essere gestita dalle Regioni, non a livello centrale”, ha detto Bonaccini. Secondo il presidente dell’Emilia Romagna “dobbiamo migliorare sulla sanità territoriale e domiciliare, prima ancora che sugli ospedali, ma la sanità deve rimanere compito delle regioni dal punto di vista gestionale. Se qualcuno fa fatica, dobbiamo cercare di elevare tutti, non abbassare il livello di chi fa meglio”. Per Bonaccini “ci vogliono più risorse per la sanità pubblica e finalmente le cose iniziano a migliorare, anche grazie ai fondi che arriveranno con il Pnrr. Ma è necessario assumere personale, sia nella sanità pubblica che privata”. Dopo aver ribadito che l’unità nazionale è “intoccabile”, e che “la richiesta di autonomia venga associata alla definizione dei lep (livelli essenziali di prestazione), anche per chi non chiederà mai l’autonomia”, Bonaccini ha assicurato che “appena terminerà la pandemia ripartiremo con la richiesta di autonomia, che per noi significa certezza, programmabilità degli investimenti e semplificazione burocratica. Chiediamo un’autonomia differenziata nel rispetto della Costituzione”. Anche per Luca Zaia “il Covid ha dimostrato che con una gestione centralizzata la pandemia sarebbe stata un disastro. Ora ci aspettiamo ancora di più sull’autonomia. Roma è troppo rigida e ingessata, piena di scartoffie. Questo paese, se vuole puntare ad una nuova modernità, deve scegliere una nuova ossatura nazionale, che è quella federalista”. E se in questo anno e mezzo tutti i governatori hanno dimostrato un senso di responsabilità e volontà di collaborare con il governo centrale, con quella che Zaia ha chiamato una ‘no fly zone’, in cui era “inutile mettersi a fare polemiche con gli ospedali pieni e i morti”, ora è opportuno riportare la responsabilità nei territori. “Anche il riscatto del Sud passa da un’assunzione di responsabilità, il centralismo finora non ha funzionato per questo. Non è vero che le Regioni che stanno peggio sono quelle che hanno avuto meno. Sono fandonie”. Ora, ha concluso Zaia, “vogliamo riprendere la trattativa sull’autonomia con serenità, forti del fatto che rappresentiamo i cittadini. L’autonomia è modernità ed è l’unica via d’uscita per questo paese. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mi piace perché sta prendendo il paese dal verso giusto, con rigore e riforme”.