Corneliani: oggi scade il concordato in bianco

Corneliani: oggi scade il concordato in bianco

Milano – “Oggi scadono i termini del concordato Corneliani. Sarebbe importante che il Tribunale di Mantova accogliesse la richiesta di proroga presentata dall’azienda. Occorre dare tempo ai potenziali acquirenti di presentare un piano e quindi evitare strumenti concordatari diversi, con il rischio del blocco delle produzioni, che potrebbero penalizzare ulteriormente Corneliani in quanto non riuscirebbe a completare le campionature/stagioni”. Così il segretario generale della Femca Cisl Lombardia, Paolo Ronchi, che sottolinea l’importanza del ruolo svolto dalle delegate e dai delegati dell’azienda, “sempre pronti a valorizzare le professionalità, le competenze e le esperienze delle lavoratrici e dei lavoratori che negli anni hanno contribuito a far diventare importante il Marchio Coneliani nel mondo”. Corneliani, 500 dipendenti compresi i negozi, attualmente è in concordato in bianco, prorogabile per un massimo di tre mesi. Dopo oltre un mese di presidio sindacale, il 21 luglio scorso è stato firmato un accordo con il Mise, che assicurava “l’immissione in equity, per un importo non inferiore a 10milioni di euro, di capitale proveniente dal fondo di gestione per le crisi d’azienda e la tutela dei marchi storici” a fronte dell’impegno della società, proprietà di un fondo, a definire in tempi brevi una pianificazione di flussi da produrre. A valle di quest’accordo, il Commissario giudiziale ha chiesto al Tribunale e ottenuto il riavvio delle produzioni. Da agosto i lavoratori sono rientrati in azienda ed è stata richiesta per alcuni la cassa Covid, stante il calo dei volumi. Allo stato attuale, l’unico soggetto finanziario interessato, ha ritirato l’offerta. Nel frattempo, si è avvicinato il cavaliere Marco Boglione, presidente di BasicNet, azienda di proprietaria di marchi importanti quali Robe di Kappa, K-Way, Superga, Jesus Jeans, che ha manifestato interesse per la Corneliani, ma riservandosi di valutare meglio la cosa e chiedendo almeno due -tre mesi di tempo per presentare un loro piano. “Finalmente un Imprenditore si è reso disponibile a valutare la possibilità di presentare un’offerta – commenta Gianni Ardemagni, segretario generale Femca Cisl Asse del Po Cremona e Mantova -. Non dobbiamo perdere tempo, bisogna correre e concentraci per fare squadra a partire dalle Istituzioni, perché il prima possibile si concretizzi la possibilità di conoscere un piano industriale serio, che dentro uno schema di responsabilità sociale, metta al centro il salvataggio e il rilancio dell’impresa, con la tutela dell’occupazione”.