Covid, Bonini (Cgil) a Governo e istituzioni: avviare subito il confronto sul lavoro

Covid, Bonini (Cgil) a Governo e istituzioni: avviare subito il confronto sul lavoro

Milano – “Al Forum annuale sul mercato del Lavoro, organizzato dalla Società Umanitaria – posta Massimo Bonini, segretario della Camera del Lavoro di Milano – abbiamo portato queste riflessioni, eccole. È chiaro a tutti che i progetti di Next Generation EU devono prevedere un aumento occupazionale? Come pensiamo di avere quei soldi se non rispettiamo il criterio? La discussione su cosa fare, quale città disegnare con quale modello di sviluppo deve partire da qui. Noi pensiamo che i temi sociali come la sanità territoriale, l’istruzione, gli asili nido, la casa, servizi pubblici di qualità ed efficienti, la sicurezza dei cittadini, l’innovazione intelligente in un percorso di forte attenzione alle politiche ambientali possano portare un aumento dell’occupazione ed avere i requisiti per portare in città e nell’hinterland le risorse necessarie. È nel nostro Piano di ripresa, innovazione e sviluppo per Milano e l’area metropolitana. Bisogna pensare all’utilizzo efficace delle risorse previste dal Piano europeo. Lo dicono tutti. Serve un confronto con le parti sociali ad ogni livello e anche questo lo dicono tutti ma il Governo però non ha ancora avviato confronti capillari e non è chiaro come si arrivi a discutere nei territori e quale ruolo abbiano le città. Se non decidiamo dove creare posti di lavoro è difficile partire da quale formazione per i lavoratori mettere in campo o quale compito far svolgere ai centri per l’impiego. Il cambiamento deve passare attraverso un lavoro di qualità, sicuro, nella legalità e che deve riguardare ogni ambito attraverso con un forte patto con le istituzioni. Ci si ricordi sempre che un grande lavoro manuale e tradizionale sta sorreggendo le sorti della nostra comunità in questa pandemia. Grazie a quelle lavoratrici e a quei lavoratori le cose funzionano. I settori li conosciamo. Basta con la teoria stantia della moderazione salariale e della bassa produttività dovuta alle poche ore lavorate. Le imprese pensino a fare innovazione e cambiare i modelli organizzativi in modo partecipato con i lavoratori sulla base di occupazione stabile. Cosa che fino ad oggi è mancata parecchio. Anche le imprese devono farsi carico, in questa fase, dei problemi sociali che non sono un problema di altri ma di tutti”, conclude Bonini.