Sviluppo sostenibile, Cattaneo: in Lombardia è un fattore strategico

Milano – Una visione nuova del futuro e il contributo che può offrire il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile nella cornice del più ampio ‘Green Deal’ europeo. Questi i temi affrontati nella seconda giornata del primo Forum Regionale per lo Sviluppo sostenibile i cui lavori sono stati coordinati dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo. In particolare, nell’ambito dei ‘Dialoghi sulla sostenibilità’, sono intervenuti con contributi di idee il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala e gli assessori regionali Alessandro Mattinzoli (Sviluppo economico), Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi), Stefano Bolognini (Politiche Sociali, Abitative e Disabilità). “Sostenibilità e innovazione – ha detto il vicepresidente Sala – sono due elementi che vanno in simbiosi e nella consultazione che abbiamo fatto tra imprese, cittadini e professionisti, è risultata la priorità per definire le strategie regionali per i prossimi anni”. “Tra i 33 progetti innovativi che abbiamo finanziato con 114 milioni – ha spiegato – ben 8 sono a tema sostenibilità. Stiamo lavorando per sviluppare la Smart mobility con le case automobilistiche per individuare i carburanti del futuro, per un minore impatto ambientale”. “Oggi abbiamo avuto la dimostrazione di come la locomotiva lombarda abbia imboccato con decisione il binario verso lo sviluppo sostenibile. E di come la sostenibilità attraversi tutti i settori” ha commentato l’assessore Cattaneo. “Lo sviluppo sostenibile non guarda solo all’ambiente – ha affermato – ma guarda trasversalmente a tutti i settori a partire dall’impresa alla finanza, dal sociale al territorio, dall’industria all’agricoltura, dalla ricerca ed innovazione alla rigenerazione urbana e territoriale. In questa legislatura la sostenibilità è una dimensione strategica per tutti gli assessorati, che in ogni ambito declinano politiche che guardano alla sostenibilità. In questo, l’ambiente rappresenta il nuovo nome dello sviluppo, in cui economia, impresa e ambiente sono saldamente alleati”. “Un confronto concreto con il mondo dell’Impresa, della Ricerca, dell’Università, perché mai come in questo momento si può vincere una sfida, ovvero quella di trasformare la contrapposizione fra tutela del pianeta ed economia in un binomio sinergico capace di creare nuove opportunità per la crescita nel totale rispetto dell’ambiente” ha sottolineato l’assessore Mattinzoli. “Regione Lombardia – ha chiosato – è sicuramente protagonista in questo scenario attraverso la programmazione strategica. Deve anche diventare partner dell’impresa in settori fondamentali, come quello idrico o dei trasporti e mobilità e continuare a favorire investimenti. Con questi obiettivi siamo certi di costruire il futuro del nostro sistema produttivo”. “In agricoltura, sostenibilità ambientale è sinonimo di innovazione” ha rimarcato l’assessore Rolfi. “Le aziende agricole lombarde – ha detto ancora – hanno fatto passi da gigante negli ultimi vent’anni grazie all’impiego di nuove tecnologie, alla razionalizzazione delle risorse e all’ingresso di migliaia di imprenditori under 40 che hanno portato nuove idee e nuove energie. Per questo ritengo che sia sbagliata la scelta del governo di introdurre la plastic tax. La sostenibilità si ottiene con incentivi per accompagnare le imprese nel percorso di innovazione, non con tasse e vincoli che danneggiano chi lavora”. “Sostenibilità non è solo un tema di carattere ambientale, ma anche sociale e abitativo” ha dichiarato Stefano Bolognini, assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità di Regione Lombardia. “Realizzare sostenibilità significa, infatti, perseguire il miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso politiche di crescita intelligenti, fondate su tecnologia e innovazione orientate a includere e a rafforzare la coesione sociale. Oggi la fruizione di servizi digitali in effetti è diventata molte volte la chiave d’accesso per dare risposte in termini di welfare. Penso, per esempio, alla medicina di prossimità e agli ambulatori di quartiere”.  “Per il futuro, ma anche per il presente – ha concluso Bolognini – dobbiamo quindi definire le strategie tenendo conto anche di questi fondamentali aspetti e attuare misure sui territori che partano dai bisogni primari fino allo sviluppo di politiche integrate di rigenerazione urbana. Tutto nell’ottica del miglioramento della qualità della vita delle persone”