PMI Rapporto Cerved: le proposte di Confindustria Lombardia

PMI Rapporto Cerved: le proposte di Confindustria Lombardia

Milano – Il presidente della PI di Confindustria Lombardia, Alvise Biffi, commenta il Rapporto Cerved. “Il Rapporto PMI evidenzia le drammatiche difficoltà delle imprese lombarde. Il MOL è crollato di -40% portando un già basso ROE medio al 10% pre-COVID a un rendimento negativo di -1,9%. Questo significa che anche “sterilizzando” dai numeri i debiti, le tasse etc.., considerando la sola gestione caratteristica (cioè simulando un colpo di spugna che cancelli tutti i debiti) le imprese italiane mediamente ad oggi hanno smesso di produrre ricchezza e la stanno bruciando. Secondo questo quadro le misure a sostegno della liquidità da sole sono inutili. La metafora più adatta per rappresentare lo stato delle cose vede l’impresa come un uomo ferito che perde sangue. La liquidità è una trasfusione ma questi dati ci dicono che perdiamo un litro di sangue l’ora e stiamo immettendo meno di quanto perdiamo. È del tutto evidente che siamo di fronte a uno sforzo immane dato che stiamo prendendo ettolitri che poi andranno restituiti, e inoltre c’è il rischio che se non rallentiamo la perdita per far sì che sia inferiore a quanto immesso, nonostante i sacrifici, col perdurare di questa situazione il paziente sarà morto comunque. E il Rapporto PMI ci dice che il 13% delle PMI lombarde, in queste condizioni, morirà entro il 2021”. Le proposte della Piccola Industria di Confindustria Lombardia per salvare le PMI: 1) Forte stimolo alla domanda: è principalmente il crollo della domanda che ci porta a ROE negativo; 2) Reintrodurre flessibilità nel mercato del lavoro. Serve rapidità nelle trasformazioni organizzative verso nuovi modelli (es. smartworking) per incrementare la produttività e tornare a produrre ricchezza; 3) Forte stimolo agli investimenti. R&D e Innovazione, potenziamento dei nuovi canali di vendita (es. e-commerce) e digitalizzazione dei processi produttivi consentono di alzare il MOL; 4) Incentivi alla patrimonializzazione. Necessari per tagliare il debito che ci zavorra e potenziare attraverso la finanza privata gli stimoli pubblici e fiscali. “Come? Gli imprenditori lombardi, ma anche i cittadini, ripongono grosse speranze nei fondi in arrivo dall’Europa e si aspettano dalla politica delle proposte di stimolo agli investimenti all’altezza della sfida. L’auspicio è di non consumare tutte le risorse per placare i sintomi ma di utilizzarle prontamente per curare la ferita… perciò, in questo caso, ben venga un controllo sovranazionale a tal scopo sulla destinazione dei fondi del Next Generation EU”, conclude Biffi.