Linate: la Filt Cgil risponde alla Lega, perdita di 2 milioni al mese

Linate: la Filt Cgil risponde alla Lega, perdita di 2 milioni al mese

Milano – Ancora polemiche sulla riapertura di Linate. E’ la Filt Cgil col segretario regionale Luca Stanzione che replica alla Lega (“Governo ostaggio della Cgil”): “Nella furia di ripetere sempre la stessa cosa e di attaccare la Cgil la Lega non si accorge che Linate ha riaperto nonostante la nostra opinione. Lo scorso anno il sistema aeroportuale Linate e Malpensa aveva visto transitare 1,6 milioni di passeggeri nelle prime due settimane di luglio. Quest’anno i passeggeri sono stati 300 mila, tutti a Malpensa, che fa registrare 1/4 dei passeggeri dello scorso anno. La perdita stimata da SEA per l’intera società – sia Malpensa che Linate – è di circa 2 milioni di Euro al mese. La colpa è della pandemia. Chi pagherà questa perdita? Gli azionisti, speriamo. Perché sul lungo andare potrebbero decidere che il gioco non vale più la candela e disinvestire. Azionisti pubblici, quindi, i contribuenti e i lavoratori. Oggi si discute di interrompere ulteriori collegamenti con l’est Europa e gli Stati Uniti. Un ulteriore riduzione del traffico aereo che dovrebbe far pensare che la crisi sarà lunga. Aggravare la perdita riaprendo Linate peggiora il problema non lo risolve. Abbiamo detto che la riapertura di Linate doveva essere inserita in un piano a sostegno delle società che gestiscono le infrastrutture e che dovranno essere rilanciate con interventi specifici. Per ora questo piano non c’è e il Governo ha insistito sulla riapertura ci auguriamo che i prossimi interventi finanziati vadano a sostegno delle società che gestiscono le infrastrutture. Qualcuno informi la Lega che da 48 h Linate ha aperto e verosimilmente 129.000 euro dei contribuenti sono stati persi e non torneranno indietro. Una riapertura in perdita e senza rilancio dell’occupazione è, oggettivamente, controproducente per l’intero sistema. Invece di pensare al Venezuela, sarebbe meglio rimanere al merito delle questioni che abbiamo posto, in queste condizioni il prezzo da pagare per la collettività, il lavoro e la tenuta delle reti infrastrutturali potrebbe essere altissimo.