Fisac Cgil, Camera del Lavoro Ticino Olona: riaprire subito il BancoBpm di Legnano

Legnano (Mi) – I sindaci di Arconate, Buscate, Rescaldina, Robecchetto con Induno, San Giorgio su Legnano, Vanzaghello, qualche giorno fa hanno rivolto un appello al BancoBpm – con una lettera aperta – dove scrivevano “la Banca nelle nostre piccole comunità rappresenta un servizio essenziale” e “la Banca non può e non deve solo servire per accogliere capitale dal territorio, deve esserci quando il territorio ne ha bisogno e, in questo caso, ne avevamo e abbiamo bisogno” e, in sostanza, chiedevano la riapertura delle locali filiali. “Fisac Cgil Ticino Olona, il segretario territoriale di BancoBpm e la Camera del Lavoro Cgil Ticino Olona – si legge in una nota sindacale – esprimono forte preoccupazione per il protrarsi delle chiusure e dinanzi alla mancata risposta della Banca ai Sindaci ricordano che nelle relazioni pubbliche e pubblicitarie il terzo Gruppo bancario predilige definirsi come Banca dei Territori attenta ai bisogni locali. Forte preoccupazione per le conseguenze sociali denunciate dai Sindaci, per gli effetti negativi che tali chiusure rischiano di portarsi dietro a livello di risultati economici -di credibilità -di presidio sul territorio e per tutte le possibili ricadute, professionali e di mobilità, sui Lavoratori. Il sindacato unitariamente ha più volte denunciato il rischio che le “non riaperture” possano nascondere la volontà di rendere definitiva la scelta sperimentata in periodo di lockdown quale strumento per “sistemare i bilanci e presentare piani industriali edenici ai mercati”. Chiusure delle filiali e riduzione degli organici: un già visto. Non vogliamo sorprese. La pandemia non può essere l’alibi per una riduzione della rete e della presenza territoriale. Nel ribadire tutta la nostra contrarietà a eventuali simili scenari ci uniamo all’appello delle amministrazioni locali per sottolineare l’importanza della tenuta occupazionale nel territorio del Ticino Olona, territorio in sofferenza per una mancata crescita economica e per l’utilizzo di ammortizzatori sociali conseguenti al lockdown ma con la speranza e la voglia di una ripartenza, chiediamo al BancoBpm ogni sforzo per la riapertura delle filiali. Valuteremo con attenzione tutte le ricadute del nuovo piano industriale, annunciato entro fine anno (quello presentato qualche giorno prima che scoppiasse la pandemia è naufragato con la stessa), ma oggi, a sgombrare ogni perplessità, lo ripetiamo, è necessaria chiarezza e certezze sul ripristino delle condizioni in essere agli inizi di marzo: le filiali chiuse sono state tali e sono state utilizzate per fronteggiare una situazione emergenziale, una scelta – forse anche discutibile – ma tesa alla tutela della salute di Lavoratori e Clienti. Oggi non più, oggi è necessario ripartire. E’ la richiesta dei colleghi e della comunità. Chiediamo tempi certi. Riaperture in sicurezza per tutti, Lavoratori e Clienti, nel pieno rispetto dei DPCM dei protocolli e delle ordinanze, anche attraverso modulazione di orari e appuntamenti, riaperture che segnino finalmente il ritorno al ruolo tradizionale di un Gruppo che nasce dalla fusione di due esperienze Popolari: vicinanza e presidio territoriale e benessere dei lavoratori, i valori fondanti”, conclude la nota.