Taxi, dal comune di Milano solo l’elemosina

Milano – “Mentre un tassista viene nominato cavaliere al merito dal Presidente della Repubblica, le istituzioni lombarde abbandonano il servizio taxi. Contrariamente a quanto accade in altre parti d’Italia, Regione Lombardia e Comune di Milano – spiegano in una nota i tassisti – ignorano i ripetuti appelli della categoria e confermano il loro totale disinteresse per il trasporto pubblico non di linea. Ieri l’ennesima beffa. L’Assessore Granelli propone di elargire ai milanesi in difficoltà, agli over 75, ai disabili e al personale medico e paramedico soltanto 450.000 euro, senza peraltro trovare il modo di sommare questa quota a quella di 400.000 euro che i tassisti avevano già generosamente messo a disposizione della cittadinanza. Solo un’elemosina elargita da uno dei Comuni più ricchi d’Italia, per le fasce deboli della popolazione e per una categoria ormai alla fame. Non un euro in più. Mentre in città arriva un fondo pubblico europeo da da 12 milioni di Euro per la mobilità Sharing gestita da privati e multinazionali, come se il Taxi non fosse da sempre per definizione sharing. Nell’altro palazzo istituzionale, l’Assessore Regionale Terzi nega un aiuto alla categoria invitando gli operatori a indebitarsi proprio mentre non riescono più a pagare i debiti che già hanno. Il Comune di Milano chiede sconti e stanzia cifre ridicole. Il tutto mentre l’abusivismo dilaga senza alcun controllo, favorito dal caos normativo che nessuno risolve. Con il passare del tempo è sempre più evidente che si vuole abbandonare il servizio pubblico in difficoltà per decretarne l’estinzione, consegnare il settore a soggetti privati e trasformarlo in un nuovo mercato selvaggio. Un danno per l’utenza e per i lavoratori, come si è visto tragicamente nella sanità. Resistiamo con determinazione e non molliamo. Quando il paese si è fermato noi c’eravamo e abbiamo fatto con orgoglio la nostra parte. Ora chiediamo di non essere presi in giro, perché il lavoro va rispettato e in un momento storico le risposte della politica non possono essere banali come quelle che abbiamo ricevuto. Chiediamo ascolto o ci faremo ascoltare”, concludo le organizzazioni dei tassisti milanesi.