Latte, Lombardia regina con 5mila stalle e 500mila vacche

Latte, Lombardia regina con 5mila stalle e 500mila vacche

Milano – La Lombardia è la regina italiana del latte, con 5.000 stalle sulle 27.000 nazionali. Produciamo il 45% del latte italiano grazie alle oltre 500.000 vacche allevate sul nostro territorio regionale. Il settore sta affrontando una dura crisi causata dagli effetti del Covid sull’economia. Per aiutare i nostri allevatori e i nostri produttori è necessario consumare latticini del territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in occasione del ‘World Milk Day’, la Giornata mondiale dedicata al latte. Gli attacchi al settore lattiero caseario “Il settore lattiero caseario – ha ricordato l’assessore – è stato vittima di un attacco mediatico senza precedenti, anche da parte di trasmissioni che vanno in onda in prima serata sulla Tv di Stato, e di bufale che girano sui social che hanno causato un calo di consumi”. “Le fake news – ha continuato – sono state smontate grazie al lavoro degli allevatori, all’innovazione delle nostre stalle e all’attenzione sempre crescente per il benessere animale. I nostri allevamenti sono i più controllati d’Europa”. “Bere latte – ha sottolineato – fa bene alla salute, sia per i bambini che per gli adulti”. “Il futuro – ha sostenuto – è sostenere con convinzione gli investimenti per innovare ancora di più e rendere le aziende sempre più competitive, produttive e sostenibili”. Tracciabilità anche blockchain ed etichettatura di origine “Tracciabilità anche con sistemi blockchain e etichettatura di origine – ha rimarcato l’assessore – sono poi due battaglie che dobbiamo sostenere per valorizzare la distintività del nostro latte e dei nostri modelli di produzione, altamente di qualità, al fine di garantire al consumatore la possibilità di scegliere con consapevolezza garantendo anche il reddito dei produttori”. Costruire un vero patto di filiera “Dobbiamo lavorare – ha concluso l’assessore Rolfi – per costruire un vero patto di filiera tra i vari attori, soluzione necessaria per essere più competitivi, per evitare pratiche sleali e per garantire la giusta remunerazione del latte agli agricoltori con un prezzo che non può essere inferiore ai costi di produzione”.