Fase 2, Sala: inaccettabile arrendersi alla cultura del no

Milano – “Si comincia a parlare di riapertura, io non so quando il Governo decidera’ di riaprire. Quello che so e’ che non voglio che Milano si faccia trovare impreparata. Per cui si riaprira’ quando anche grazie al giudizio dei medici e degli scienziati si potra’, ma ci sono tre prerequisiti. Il primo e’ che ce lo dovranno dire non 48 ore prima. E non e’ scontato. Non ci facciano una comunicazione il sabato sera dicendo da lunedi’ si riapre, va pianificato”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel consueto video messaggio ai cittadini su Facebook. La seconda condizione indicata dal sindaco e’ che “si torna al lavora ma in sicurezza. Sulle mascherine, bisogna uscire dall’equivoco, e dire ai cittadini che o ci pensa il governo, o le loro aziende o ci pensano loro. E non e’ un fatto irrilevante”. Quanto ai test sierologici quelli che determinano il patentino di immunita’, “sento dire da molti medici che probabilmente a Milano i contagiati sono stati intorno al 15%, perche’ molti sono asintomatici, ma questa e’ anche una buona notizia perche’ molte persone sono immuni e con tranquillita’ possono tornare al lavoro, anche senza mascherina”. Il sindaco poi ha sottolineato che ognuno deve fare la sua parte. Dal canto su il Comune di Milano farà il possibile per agevolare la riapertura, ragionando sulla mobilità per esempio prevedendo la limitazione di accesso alle metropolitane, la sospensione di area B e C, l’incentivo all’uso dello sharing di biciclette e scooter. Il Governo però deve fare chiarezza sul tema dei trasporti e non solo. Tra i temi cari al primo cittadino anche le scuole. In Italia l’offerta è buona, ricorda il sindaco, ma la risposta al momento è debole. Secondo Sala serve un approccio manageriale, bisogna saper gestire le complessità, valutare diverse soluzioni (come per esempio fare lezioni in teatri e cinema). “Serve fantasia, è inaccettabile che ci si arrenda”, conclude Sala.