Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil: Amazon continua a mettere il profitto davanti alla salute

Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil: Amazon continua a mettere il profitto davanti alla salute

Milano – “Nonostante il DPCM del 22 marzo sia più stringente rispetto a ciò che deve essere venduto e movimentato, Amazon non accenna a diminuire il flusso di merci ritenendo essenziale anche ciò che non lo è”, spiega una nota di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil. “Il 23 marzo abbiamo inviato una comunicazione richiedendo di attivare un comitato di filiera e chiedendo maggiore chiarezza sulla situazione dei contagi e dello stato produttivo: dell’azienda nessuna risposta. Richiediamo dunque l’intervento delle Prefetture al fine di chiarire la posizione di questa filiera rispetto alla vigente normativa che dispone la sospensione dei servizi non ritenuti essenziali. La legge 146 e l’articolo 7 del contratto nazionale Trasporto Merci e Logistica stabiliscono già il perimetro delle merci essenziali. Lo stato d’agitazione di tutte le maestranze impiegate nella filiera Amazon è aperto. Chiediamo a tutti i lavoratori e le lavoratrici di astenersi dal prestare l’attività lavorativa, in ogni caso dove non vi sia la totale certezza delle misure di sicurezza, ivi compresa la possibilità di accedere ai servizi igienici, rivendicando la retribuzione attraverso gli ammortizzatori sociali. Chiediamo un rapido intervento alle Prefetture perché Amazon rispetti il DPCM 22 marzo 2020. Pronti, come sempre lo siamo stati, ad agire per il rispetto della dignità dei lavoratori. Non abbiamo mai piegato la testa davanti al gigante e non lo faremo ora. Amazon non può dimostrarsi irresponsabile difronte alla pandemia che colpisce il nostro Paese ed in particolare la nostra Regione. I nostri corpi e le nostre vite non sono a disposizione del profitto. Noi lavoratori, a differenza di Amazon, siamo disponibili alle richieste di movimentazione delle merci veramente essenziali a sostegno delle nostre comunità”, conclude la nota.