MIND: innovazione sociale e Terzo Settore per uno sviluppo economico sostenibile

MIND: innovazione sociale e Terzo Settore per uno sviluppo economico sostenibile (1)

Milano – La Giornata di debutto del primo Social Innovation Campus in MIND ha visto una grande partecipazione di pubblico: 1500 le adesioni alle due giornante, di cui circa 600 studenti delle scuole superiori di secondo grado, leFP e IFTS. Ci si è confrontati su progetti, applicazioni tecnologiche, proposte culturali e politiche economiche capaci di ridistribuire valore più equamente al territorio e alla società. L’iniziativa, promossa dalla Social Innovation Academy di Fondazione Triulza, si accredita come un grande evento formativo e di contaminazione tra mondi e generazioni diverse, interessate all’impatto sociale e ambientale dell’innovazione e delle tecnologie. Dal Social Innovation Campus arrivano idee e stimoli che possono essere utili per inaugurare una nuova stagione industriale in Italia basata su un rinnovato protagonismo delle cooperative e delle imprese sociali e sulla sperimentazione di nuovi modelli di trasferimento tecnologico verso il Terzo Settore proprio in MIND, l’area milanese dove sta nascendo un ecosistema di eccellenze in ambito scientifico, tecnologico e digitale e un nuovo modello di città.  I protagonisti della giornata, rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, del terzo settore e dell’economia civile, della filantropia, dell’advocacy per la sostenibilità, della finanza, della tecnologia e gli stakeholder del progetto MIND Milano Innovation District, insieme a giovani studenti universitari e cooperatori, hanno lanciato le prime proposte concrete: creare partenariati tra profit e non profit per promuovere la convergenza tra opportunità tecnologiche e imprenditorialità sociale, sviluppare insieme nuovi strumenti finanziari in grado di misurare l’impatto e di destinare investimenti alle imprese che realmente creano valore sociale, avvicinare la scienza e la tecnologia ai cittadini per creare comunità anziché lacerazioni sociali, far leva nella crescente sensibilità verso gli aspetti sociali e ambientali dei giovani che con la loro immaginazione e le loro scelte formative, di consumo e di allocazione del risparmio, possono influenzare i modelli di business tradizionali. Sono intervenuti nella sessione di apertura: il professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano Mario Calderini, presidente del Comitato Scientifico del Campus e della Social Innovation Academy in MIND;  Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo;  Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop e di Coopfond; Marco Menni, vicepresidente vicario Confcooperative;  Pierluigi Stefanini, Presidente di Unipol Gruppo e di ASviS; Riccardo Tramezzani, Responsabile UBI Comunità di UBI Banca, che hanno dialogato con G. Sardana, giovane cooperatore partecipanti a The Economy of Francesco, e cinque studenti dell’Alta Scuola Politecnica: P. Barbato, team Wiseair, F. Pino e B. Beltrami, team Zegodi, F. Buccino e C. Di Vece, team Theralight. Giovanni Azzone, Presidente di Arexpo, Elena Bottinelli, AD dell’Istituto Ortopedico Galeazzi – Gruppo San Donato, Massimo Minelli, Presidente di Fondazione Triulza, Massimo Pizzocri, AD di Epson Italia & VP Epson Europe e Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease, hanno lanciato obiettivi del progetto e dell’hackathon;

MIND: innovazione sociale e Terzo Settore per uno sviluppo economico sostenibile (2)

Milano – Mario Calderini, Presidente Comitato Scientifico Social Innovation Academy e Campus ha detto: “Ci sono due elementi che abbiamo fortemente voluto in questa prima edizione del Social Innovation Campus. La prima è la centralità dei giovanissimi nel duplice ruolo di portatori di interessi sul futuro e di interlocutori capaci di offrire nuove soluzioni ai problemi sociali, attraverso la loro prospettiva fresca e innovatrice sui bisogni della società. Il secondo elemento è offrire al terzo settore imprenditoriale l’opportunità di dimostrare che può ingaggiarsi in progetti ad alto valore aggiunto anche attraverso la contaminazione con la tecnologia e con la scienza. In cambio il Terzo Settore imprenditoriale offre a MIND la propria capacità di trasformare le opportunità tecnologiche in modelli di innovazione inclusiva”. Mentre Massimo Minelli, Presidente Fondazione Triulza: “La nostra Fondazione ha scelto di investire sin da subito in MIND per sviluppare un nuovo approccio culturale e operativo d’innovazione sociale, creando contesti di contaminazione e di confronto, tra le realtà del terzo settore e dell’economia civile e gli stakeholder presenti nell’area, così che si possa favorire la nascita di nuovi modelli di economia sociale. Crediamo che questo processo non possa fare a meno di una forte connessione con le comunità locali e, in particolare, con le nuove generazioni se vogliamo che innovazioni tecnologiche e scientifiche diventino patrimonio di tutti”. Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo: “Siamo chiamati a fronteggiare problemi che non possono avere risposte facili: di fronte alle difficoltà dell’accesso alla casa, dell’accesso al lavoro da parte dei più giovani o alle conseguenze legate all’invecchiamento della popolazione, non si tratta solo di attrarre risorse ma di trovare nuove soluzioni. Occorre stimolare processi di innovazione sociale che mettano insieme conoscenze e strumenti diversi per trovare soluzioni nuove e più efficaci per rispondere ai bisogni, non solo dando risorse ma anche creando nuove risorse. Fondazione Cariplo è da sempre interessata a promuovere iniziative che permettano di costruire alleanze e soluzioni innovative e di generare valore per le nostre comunità, specialmente per le componenti più fragili”, Giovanni Fosti Presidente Fondazione Cariplo. Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop e di Coopfond: “Per noi l’innovazione deve essere utile alle persone, aiutare a migliorarne le condizioni di vita, eliminare diseguaglianze  sociali, culturali e personali. Pensiamo quindi all’innovazione come ad un processo aperto, condivisibile, disponibile e replicabile. Da qui il nostro impegno per promuovere cooperative di comunità, centrate sul protagonismo delle persone per valorizzare le comunità locali in contesti territoriali e sociali vulnerabili, e startup cooperative che durino nel tempo, ampliando e valorizzando l’apporto di idee e competenze”. Marco Menni, vicepresidente vicario Confcooperative: “Dobbiamo ricomporre il gap tra formazione, mondo dell’impresa e mondo del lavoro. Sono facce della stessa medaglia. Il senso imprenditoriale non lo danno da sole né la scuola, né l’università: un buon imprenditore viene formato nelle imprese. L’alternanza scuola lavoro e la spinta agli istituti tecnici è stata molto debole negli ultimi decenni. Va rilanciato. C’è poi il tema dell’apprendistato che non decolla per eccesso di burocrazia e concorrenza tra norme regionali. Su questi aspetti, come Paese, abbiamo molto da lavorare”. Pierluigi Stefanini, Presidente di Unipol Gruppo e di ASviS: “Per orientare lo sviluppo verso un modello sostenibile ed affrontare i nuovi rischi emergenti, è necessario che nel nostro Paese si cambi approccio, imparando a “fare insieme” tra attori del mercato e, ancor di più, tra pubblico e privato, tra privato e terzo settore. Per questo nel nostro Piano Triennale ribadiamo e rafforziamo l’impegno per la creazione di valore condiviso, con tutti gli stakeholder, mettendo a fattor comune e valorizzando le migliori energie, competenze ed esperienze”. Giovanni Azzone, Presidente di Arexpo: “Viviamo in un’epoca che propone grandi cambiamenti in tempi brevissimi che hanno un importante impatto sociale. Per questo per un ecosistema dell’innovazione come MIND è indispensabile essere protagonista del dibattito su questi argomenti, in particolare sugli effetti della rivoluzione tecnologica e digitale sulla vita reale delle persone, sulla salute, sull’ambiente, sul mondo del lavoro. MIND si rivolge soprattutto ai giovani, per loro questi temi sono delle priorità e devono esserlo anche per tutti noi”. Elena Bottinelli, AD dell’Istituto Ortopedico Galeazzi – Gruppo San Donato: “L’Istituto Galeazzi può contribuire concretamente a quella contaminazione di saperi che è alla base dello sviluppo e del cambiamento. Attraverso il Social Innovation Campus, mettiamo a disposizione di tutti la nostra ricerca scientifica, l’attività clinica, le potenzialità dei big data, presupposti necessari per creare innovazione di valore nella Medicina. L’impegno dei nostri medici e ricercatori contribuisce a ridurre l’impatto delle patologie cronico degenerative sulla società del futuro”. Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease: “Mind è un luogo in cui la piena connessione tra una molteplicità di soggetti – come imprese, mondo accademico, istituti di ricerca e start up – favorisce lo scambio di idee e di conoscenza verso uno sviluppo sostenibile e migliora la qualità della vita delle generazioni future. Per questo, sono convinto che rappresenti il luogo ideale dove i giovani possono esprime il loro potenziale e il Social Innovation Campus va esattamente in questa direzione come un momento di espressione e di dialogo costruttivo con i più giovani”.