Policlinico San Donato, Gallera: controlli sui posti letto accreditati

Milano – “il sistema regionale dei controlli ha dimostrato di essere reattivo e tempestivo, entrando in azione immediatamente dopo una segnalazione di un disequilibrio sull’utilizzo dei posti letto accreditati al Policlinico San Donato. Non ci sono elementi in questo momento che farebbero pensare a un utilizzo improprio delle risorse regionali”. Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, in riferimento a quanto emerso in questi giorni nel presidio ospedaliero lombardo e alla presenza- in corsia – come pazienti “accreditati” – di alcuni miliziani libici. “Stiamo verificando l’esistenza di illeciti amministrativi – ha aggiunto – che, nel caso fossero confermati, verranno certamente sanzionati. La nostra azione è finalizzata a garantire la necessaria offerta socio sanitaria ai cittadini lombardi, che non devono essere in alcun modo penalizzati”. Ieri, a seguito di una segnalazione, un’equipe di funzionari dell’ATS Città Metropolitana di Milano, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali di vigilanza e verifica del mantenimento dei requisiti di autorizzazione e accreditamento, ha effettuato un evento ispettivo presso l’IRCCS Policlinico S. Donato.
L’assetto accreditato della struttura oggetto di verifica prevede 399 posti letto di degenza ordinaria autorizzati/ accreditati e a contratto e 3 posti letto di degenza ordinaria di solvenza. “Al momento del sopralluogo – ha spiegato Gallera – è emersa una difformità nell’utilizzo dei posti letto rispetto a quanto accreditato attraverso il sistema sanitario regionale”. In particolare, secondo quanto riferiscono gli ispettori, alcune stanze precedentemente doppie erano, al momento del sopralluogo, configurate come singole. E 18 di queste erano occupate da pazienti in regime di solvenza.
In un altro reparto, invece, dove in base alle planimetrie ufficiali dovevano essere allocati diversi reparti medici e chirurgici tutti contrattualizzati con il SSN, al momento del sopralluogo circa il 90% dei pazienti ricoverati usufruiva di prestazioni in regime di solvenza. “Nei prossimi giorni, anche dalla verifica delle Schede di Dimissioni Ospedaliere – ha concluso l’assessore Gallera – saranno effettuati ulteriori approfondimenti per meglio inquadrare l’accaduto e chiarire l’utilizzo delle attività di ricovero in regime di solvenza in base a quanto riportato in termini giuridici e riportato all’interno del contratto vincolante in atto con ATS”.