Asstel, Guindani: città smart coi sindaci

Milano – “Città smart significa una città che offre più opportunità a cittadini, lavoratori e studenti, una città più attraente per le imprese che investono, una città più rispettosa dell’ambiente e in cui si vive meglio. Le tecnologie possono rendere più gestibili i grandi agglomerati urbani ed al tempo stesso prevenire lo spopolamento dei comuni di minori dimensioni che, grazie alle reti ultra-broadband, riducono le distanze verso il mondo che li circonda. La nuova tecnologia 5G sarà in grado di accompagnare i territori verso una vera e propria trasformazione digitale, dove infrastrutture e servizi saranno i protagonisti nello sviluppo delle smart cities. Raggiungere questi obiettivi sarà possibile solo attraverso una grande cooperazione fra tutti gli attori coinvolti, in particolare gli amministratori locali, sia nella realizzazione delle infrastrutture, sia nello sviluppo dei servizi.” Lo ha detto oggi Pietro Guindani, Presidente di Asstel, l’associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria rappresenta la Filiera delle Telecomunicazioni, all’evento “5G, la tecnologia avanzata al servizio delle comunità”, promosso dalla Lega delle Autonomie locali italiane a Milano. In un Paese come il nostro, caratterizzato da notevoli divari economici e sociali, le reti in fibra e le reti 5G rappresentano un motore dello sviluppo, a cui tutti i territori devono poter accedere : “Dai Comuni – ha precisato Guindani – arriva in modo sempre più pressante un messaggio chiaro, che non possiamo dimenticare: serve la conclusione entro tempi certi dei cantieri per la fibra ottica nelle aree bianche, prestazioni uniformi dei servizi di rete radiomobile e politiche nazionali per l’innovazione dei servizi ai cittadini”. “Per questo il 5G – ha proseguito il Presidente di Asstel – non deve finire ostaggio di ritardi burocratici e timori infondati. Abbiamo bisogno della forza di iniziative come questa per superare gli ostacoli che molte Amministrazioni locali stanno vivendo. A chi rifiuta aprioristicamente la nuova tecnologia nel timore che costituisca un rischio sanitario, ricordiamo che l’Istituto Superiore di Sanità è stato in proposito molto chiaro: non c’è alcuna evidenza scientifica che le reti radio 5G siano in qualche modo dannose per la salute, entro le soglie di campo elettromagnetico stabilite dalle linee guida internazionali e dalle norme di legge italiane. Fondamentale pertanto il ruolo degli enti locali nel collaborare con le imprese allo sviluppo di nuovi servizi che dimostrino alla cittadinanza i benefici della digitalizzazione ed al tempo stesso nel promuovere campagne di comunicazione per una corretta informazione sanitaria sulle tecnologie e condivisione con i cittadini degli interventi previsti sul territorio”.