Università, caro affitti: Sunia, nasce lo sportello online per gli studenti

Università, caro affitti: Sunia, nasce lo sportello online per gli studenti (1)

Milano – Uno sportello, ‘trovo affitti a Milano a canone concordato per studenti universitari, esclusivamente dedicato all’offerta di questa tipologia di contratti, che possono essere applicati anche alle singole camere, i cui costi sono più sostenibili rispetto al libero mercato, con differenze del mediamente del 20%-30%, come da mappa che li mette a confronto con i prezzi del libero mercato, suddivisi zona per zona (in allegato); una proposta di un Patto per l’abitare tra il Comune di Milano e le altre Istituzioni, le parti sociali, le rappresentanza degli studenti, le associazioni di Proprietà e gli investitori, che sia in grado di far incontrare la domanda dei bisogni giovanili con un’offerta sostenibile, in modo da regolare un mercato trasparente. A garanzia della domanda, chiediamo che il Comune di Milano istituisca Osservatorio sui bisogni abitativi dei giovani e degli studenti, con particolare attenzione ai fuorisede. Sono queste alcune proposte emerse nella conferenza stampa di questa  mattina, che si è tenuta alla Statale, in via Celoria 20, con la presenza degli studenti, sul caro affitto a Milano, l’altra faccia del disagio abitativo, che colpisce studenti e giovani professionisti, cui sono intervenuti, Massimo Bonini – segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, Stefano Chiappelli – segretario generale del Sunia Milano, Giuseppe Ingoglia- coordinatore dell’Udu Milano (Unione degli Universitari), Milena Pollara – segretario del Sunia Milano, responsabile del settore privato, Giuseppe Jannuzzi – coordinatore dei legali del Sunia Lombardia. “Il problema è sempre lo stesso – dichiara Massimo Bonini-. Che si parli di giovani o meno giovani: la casa. E’ tempo che la Milano accogliente, inclusiva, all’avanguardia, dimostri con i fatti, non solo di prendere coscienza dei problemi che ha, ma soprattutto di cercare delle soluzioni concrete per risolverli. Bisogna fare di più perché sta diventando un problema che mette nei guai i giovani che arrivano in questa città e che in questa città vorrebbero crearsi un futuro”. ‘Milano è sempre stata una città grande, in grado di accogliere – dichiarano gli studenti dell’Udu -. Ma gli elevati costi, principalmente legati agli affitti, l’hanno resa una città esclusiva, che costringe gli studenti fuorisede a scegliere il pendolarismo, oppure un ateneo non in base al proprio progetto di studio e, in casi estremi, a rinunciare allo studio stesso. Come Sindacato degli Studenti Universitari, partendo dalle esperienze dei tanti studenti fuorisede, che a noi si rivolgono quotidianamente, abbiamo pensato che un aiuto concreto potrebbe essere l’incontro tra la domanda e un’offerta a costi più sostenibili, con i contratti a canone concordato, con l’apertura dello Sportello, al momento virtuale – gruppo facebook – ma vorremmo che diventasse operativo anche con un ufficio sul territorio. Questo con il supporto del Sunia, firmatario dell’accordo locale di Milano. Chiediamo, pertanto, che anche le Associazioni delle Proprietà che hanno sottoscritto il rinnovo dell’accordo locale 431, di condividerne le finalità e di aderire a questa proposta. E’ vero sui social network ci sono decine di gruppi ‘Cerco/Affitto Casa’, con migliaia di iscritti. Ed i social sono lo strumento più usato (8 persone su 10). Ma diversamente dagli altri gruppi, vorremmo che confluissero esclusivamente le offerte di contratti di affitto a canone concordato, che ha dei prezzi più vantaggiosi rispetto al libero mercato’.

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Milano – ‘I posti letto in residenze convenzionate, sia pubbliche che non,  è insufficiente a coprire la richiesta. Se consideriamo solo i dati delle Università pubbliche, i posti letti negli studentati messi a bando per il diritto allo studio  sono complessivamente 2.188 (Statale, Bicocca, Politecnico e Accademia di Brera, che rientra nel sistema di alta formazione) e, sebbene da sole costituiscono il più grosso bacino degli studenti ella città, con quasi 150mila degli studenti, oltre i tre quarti del totale, non riescono a coprire neppure il fabbisogno degli studenti idonei alla residenza studentesca, ma che ne rimangono esclusi, in quanto non vi sono posti sufficienti. Vista l’esiguità dell’offerta pubblica – continuano gli studenti dell’Udu-, molti fuorisede ripiegano sull’affitto privato, incorrendo in prezzi stratosferici, pur rappresentando questa la soluzione più veloce, anche se meno economica: secondo una nostra stima aggiornata ad oggi, il costo medio di una stanza singola è di circa 550 euro, mentre in doppia arriva a costare circa 350 euro. Le borse di studio, pur rispettando i limiti degli importi, non sono neppure vagamente sufficienti a coprire le spese mensili di uno studente (circa 985 euro al mese); l’importo medio è infatti meno di 5000 euro all’anno, che rapportati ad una permanenza di 9-10 mesi mostrano come non siano bastevoli a coprire metà delle spese di vita. Gli studenti universitari cercano alloggi a prezzi sostenibili ovunque in cittá, purché ben collegati con i mezzi’. ‘Il problema degli affitti per gli studenti  – dichiarano Stefano Chiappelli e Milena Pollara– si inserisce in una emergenza abitativa generale, come da noi sempre denunciato. Milano è prima tra le citta italiane scelta dagli studenti, e al primo posto in Italia per il ‘caro-affitto’. Secondo una stima sono 180-200 mila gli studenti universitari milanesi, di cui circa 100 mila fuori sede. Ed è a questo bacino- che ci rivolgiamo, per un affitto più equo e moderato,  attraverso la stipula dei contratti a canale concordato, il cui accordo a Milano è entrato in vigore ad aprile di quest’anno. Riteniamo che, con questo strumento, sia possibile offrire una valida alternativa che sia, oltre che a norma di legge, più appetibile, ma soprattutto più sostenibile economicamente per le famiglie. I contratti concordati permettono, infatti, di avere affitti più contenuti sul mercato, in cambio di agevolazioni fiscali su cedolare secca e Imu per i proprietari e detrazioni fiscali per l’inquilino, se il contratto rispetta i contenuti economici e normativi dell’accordo. Lo stesso prevede anche la possibilità di stipulare contratti transitori per studenti (da 6 a 36 mesi) non solo per l’intero alloggio, ma anche per porzione di esso (locazione di stanze). Ad esempio, un trilocale di 80 mq circa in zona Città Studi, (che ha tre stanze da letto per tre studenti, 1 per ogni camera) con la condivisone  spazi comuni (cucina, sala, 2 bagni) il canone mensile per l’affitto va, a seconda dei requisiti dell’abitazione,  mediamente da un minimo 270,00 euro a un massimo di 350 euro.

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Milano – Una pratica guida per fornire informazioni utili alle famiglie e agli studenti per orientarsi nel mercato abitativo, caratterizzato da ampie forme di irregolarità contrattuale, elusione ed evasione fiscale e per conoscere le normative vigenti, le violazioni più ricorrenti e le possibili tutele, le condizioni di legalità, i benefici fiscali. Nella guida è interessante notare che, come finora detto, l’affitto incide sul budget degli studenti fino all’80%, con il costo principale legato all’alloggio (62,5%) e il resto al pagamento della contribuzione studentesca (21,5%). Costi che mettono in difficoltà le famiglie che devono sostenerli. ‘Se consideriamo che il sistema universitario italiano offre posti letto in strutture organizzate solo per il 2% degli studenti fuori sede – continuano Chiappelli e Pollara- e che, accanto ai costi insostenibili del mercato privato, c’è un inesistente supporto pubblico, come si diceva, la prevalenza di forme di irregolarità come gli affitti in nero (tra l’altro spesso preferiti dagli studenti pur di non perdere l’alloggio), illegalità diffusa e l’elusione fiscale, risulta evidente che studiare diventi economicamente sempre meno sostenibile e scegliere liberamente cosa e dove studiare quasi impossibile”. Un progetto più ampio a sostegno del diritto allo studio, ha bisogno di interventi più consistenti. Inoltre, si propone: 1)    di ampliare il parco alloggi pubblici per studenti in tutte le città universitarie, in particolare in quelle a più alta densità e tensione abitativa; 2)    a fronte degli scarsi finanziamenti, soluzioni possono essere individuate anche nell’ambito dei programmi di riqualificazione e rigenerazione urbana, prevedendo quote di alloggi in locazione per studenti fuori sede; 3)    rifinanziare la Legge 338/2000 che prevede un cofinanziamento pubblico fino al 50% alle università e agli enti per il diritto allo studio per costruire o ristrutturare alloggi per studenti, aumentando gli stanziamenti, semplificando le procedure, perfezionando i criteri esistenti di partecipazione al bando. E’ necessario però utilizzare tutte le risorse nazionali fino ad oggi disponibili e non utilizzate. 4)    indirizzare una parte delle offerte presentate alle Agenzie Sociali per la Locazione alla domanda espressa dagli studenti universitari fuori sede; 5)    istituire un fondo nazionale di sostegno all’affitto di almeno 80 milioni,  per gli studenti universitari fuori sede indirizzato alle famiglie con redditi medio-bassi; 6)    combattere l’illegalità del settore e verificare la regolarità dei contratti di locazione; 7)    stabilizzare un sistema di vantaggio fiscale per le famiglie degli studenti fuori sede, che incida significativamente sulla contrazione dei costi complessivi.