Manifattura, Lombardia: Mattinzoli, dati positivi ma non abbassare la guardia

Milano – La produzione manifatturiera lombarda cresce del +1,1% e del +0,9% quella artigiana (dato congiunturale). Anche il dato tendenziale e’ positivo per entrambi i comparti: +0,8% l’industria e +1,9% l’artigianato. Il dato medio dei primi tre trimestri dell’anno rimane quindi positivo (+0,3% l’industria e +0,6% l’artigianato), ma l’intensita’ delle variazioni e’ decisamente inferiore alle medie annue dello scorso anno (+3,0% l’industria e +1,9% l’artigianato). Torna a crescere la domanda estera per le imprese industriali (+1,4% congiunturale). Peggiorano le aspettative, tutte con saldi negativi. Sono questi in sintesi i dati congiunturali del terzo trimestre industriale in Regione Lombardia presentati a Unioncamere Lombardia nel corso della conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Alessandro Mattinzoli, Giandomenico Auricchio presidente di Unioncamere Lombardia, Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e Mario Bettini, presidente di Casartigiani Lombardia. – “I dati del terzo trimestre vanno sempre presi con molta attenzione rispetto agli altri dei trimestri precedenti”, ha spiegato Mattinzoli. “L’industria e l’artigianato – ha detto ancora l’assessore regionale – escono dalla stagione estiva dove le produzioni calano e dove gli aggiustamenti sulle scorte possono incidere. A fronte di questo non si puo’, pero’, abbassare la guardia se si vogliono creare delle dinamiche che abbiano una forte identita’ nello sviluppo e sui temi economici. Non voglio essere prudente in maniera non attiva, ritengo pero’ che serva rimanere attenti in quanto ci sono alcuni indicatori che ci dicono la stagnazione economica non puo’ essere considerata finita qui in Lombardia”. Mattinzoli ha anche sottolineato come tutte le categorie economiche del mondo industriale stiano apprezzando il lavoro della Regione. “Fa piacere sentire questi apprezzamenti – ha detto – questo e’ ovvio”. “Chi pero’ ha forte responsabilita’ istituzionali, deve pensare che quello che e’ fatto e’ sicuramente positivo ma bisogna immediatamente guardare a quello che si deve fare per il futuro. E questo e’ veramente il modo responsabile di guidare Regione Lombardia”.  E – Anche nel corso della presentazione dei dati economici, si e’ tornati sul tema dell’autonomia. “L’autonomia non sembra essere un tema centrale di questo Governo” ha spiegato Mattinzoli. “C’e’ solo attenzione sulla proposta dell’Emilia Romagna; meno rispetto, invece, per quelle piu’ articolate di Lombardia e Veneto. Siamo convinti, anche rispetto ai dati presentati oggi, che l’autonomia sia una opportunita’ di crescita per l’intero sistema Paese: noi vogliamo che sia il Paese a crescere, e certo non vogliamo limitarci all’autocompiacimento per un nostro piccolo successo lombardo”. E poi una valutazione sull’opera del Governo centrale. “Questo governo ha idee ben precise che sono quelle non di dare un sostengo al mondo dell’impresa per far diventare l’impresa un volano di crescita, di sviluppo e di posti di lavoro,” ha chiosato Mattinzoli. “L’esecutivo ritiene di dover sostenere l’emergenza: ovvero una sorte di assistenzialismo verso chi e’ in serie difficolta’: io penso – ha rimarcato Mattinzoli – che questa non sia la ricetta per far crescere il Paese. O meglio, ci si deve occupare delle fasce deboli ma non farlo diventare un programma di governo. In Lombardia sulle fasce deboli si applicano politiche di solidarieta’, ma parallelamente si ha anche visione strategica per uno sviluppo del futuro economico”. Segnali meno positivi giungono invece dal fatturato – indicano i dati presentati – che nel terzo trimestre rimane stabile sui livelli di un anno fa, e dal tasso di utilizzo degli impianti (65,6%), il cui calo e’ pero’ almeno in parte riconducibile agli effetti della pausa estiva. Contrastanti le indicazioni sul fronte degli ordinativi: rallentano gli ordini dall’estero (+2,2%) mentre migliora, pur rimanendo in territorio negativo, la dinamica di quelli interni (-0,5%), di gran lunga piu’ importanti per le imprese artigiane lombarde.