Patto Sviluppo Lombardia: Cisl, più attenzione a lavoro e sicurezza

Milano – “Sulle Politiche attive, sul nuovo ruolo dei Cpi, sull’evoluzione del Reddito di cittadinanza, chiediamo alla Regione maggiore presenza, continuità e confronto. E sul drammatico tema della salute e sicurezza sul lavoro sollecitiamo maggiori investimenti e tutte le assunzioni necessarie per potenziare i controlli”. Così il segretario generale  della Cisl Lombardia, Ugo Duci, nel suo intervento al tavolo del Patto per lo sviluppo, questa mattina a Palazzo Lombardia. “Sul tema della salute e sicurezza – ha detto – è necessario un deciso cambio di passo. Diversamente, su una questione tanto grave e drammatica, nella Regione che ha il record degli infortuni il sindacato non potrà non mettere in campo forme di mobilitazione anche molto rilevanti”. Della Manovra 2020-2022 la Cisl Lombardia condivide l’approccio integrato delle varie dimensioni: dalle infrastrutture ai sistemi di mobilità sostenibile, alla formazione continua. E apprezza anche il rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto alle false cooperative e del rispetto dei contratti nazionali di riferimento. “In ordine al potenziamento dei Centri per l’impiego – ha sottolineato  – è necessario che i tavoli già attivi, e troppo dormienti, dell’assessorato al Lavoro e formazione definiscano in modo concertato il nuovo profilo organizzativo, i nuovi assetti gestionali e gli obiettivi da assegnare alle strutture pubbliche che, col potenziamento previsti assumeranno ruoli e funzioni nuove”. Il segretario generale della Cisl Lombardia ha inoltre evidenziato che “il potenziamento dei servizi pubblici all’impiego, se non si fa con equilibrio e attenzione, potrebbe finire per alterare significativamente il sistema sussidiario lombardo, che ha sin qui ben funzionato. Il rischio è quello di orientare più alla presa in carico burocratica che all’effettiva presa ricollocazione dei lavoratori. Un’involuzione che la Lombardia non può permettersi”. Duci ha poi sottolineato l’esigenza di rivitalizzare Dote unica lavoro, “attuando la linea, individuata in sottocommissione, di un’integrazione strategica della Dote con il Reddito di cittadinanza. Non troviamo la previsione di una necessaria revisione degli strumenti di politiche attive data la fase terminale, ormai, della programmazione Fse 2014-2020”. La revisione di Dote unica dovrà essere finalizzata all’obiettivo di concentrare i rilevanti residui di spesa verso le attività a sostegno degli utenti più fragili, che restano ai margini dei circuiti del mercato del lavoro e sono esclusi dalla platea della Dote unica Lavoro. “Senza queste iniziative, innovazioni, e senza continuità della progettazione condivisa delle politiche attive del lavoro  – ha detto Duci – in Lombardia rischiamo di restare qui tutti a contemplare gli effetti altalenanti del Reddito di cittadinanza che, ad oggi, si rivela perciò che è: una mera misura solo assistenziale”. Infine, in vista della cabina di regia di lunedì 28 sulla drammatica questione degli infortuni e delle morti sul lavoro, il segretario generale della Cisl Lombardia ha evidenziato che “servono molte più risorse dedicate e fare tutte, ma proprio tutte, le assunzioni necessarie delle figure tecniche da dedicare alla prevenzione e ai controlli. Se si assumono gli amministrativi, come fatto recentemente, non ci si dica che non si possono assumere i tecnici della prevenzione”. Inoltre, occorre finanziare un “nuovo grande piano di formazione delle imprese, degli Rls e degli Rlst, rigidamente programmato e controllato da Regione Lombardia”.  (imprese-lavoro.com)