Agricoltura, Rolfi (Regione): “Ceta, accordi non funzionano”

Agricoltura, Rolfi (Regione): “Ceta, accordi non funzionano”

Milano – “Gli accordi di libero scambio fatti in questo modo non sono la soluzione e penalizzano la nostra agricoltura. Il saldo negativo tra esportazioni e importazioni dal Canada ne e’ la prova. Il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, due eccellenze della Pianura Padana e portabandiera del Made in Italy nel mondo, a due anni dell’entrata in vigore in via provvisoria del Ceta hanno visto crollare di un terzo le esportazioni in Canada”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito ai dati relativi all’accordo di libero scambio tra Italia e Canada, entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017. Secondo un’analisi Coldiretti sui dati Istat, le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano in Canada si sono ridotte del 32 per cento, scendendo a soli 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019. “Chiediamo al Parlamento di riflettere bene su questi dati – ha aggiunto Rolfi -: e’ paradossale vedere come l’aumento del falso Made in Italy danneggi il nostro export e quindi i nostri agricoltori. L’Italia sta applicando il Ceta senza che il Parlamento, sovrano, l’abbia ancora ratificato. E’ tempo di decidere”.”L’agroalimentare italiano va difeso per la propria qualita’, sicurezza alimentare e distintivita’ di prodotti, derivanti da una biodiversita’ che non ha pari al mondo – ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale -. Dobbiamo pretendere che qualsiasi accordo di scambio avvenga a parita’ di doveri e a parita’ di regole, per tutelare la nostra sicurezza alimentare e la distintivita’ dei nostri prodotti”. “Il Consiglio regionale della Lombardia, rappresentativo di oltre 10 milioni di persone, si e’ gia’ espresso contro il Ceta nella scorsa legislatura – ha ricordato Rolfi -. Se necessario, riporteremo la questione in Aula, per rilanciare la discussione e sollecitare il Parlamento nazionale a legiferare in difesa degli interessi del nostro agroalimentare”. “Il libero scambio e i rapporti bilaterali fra Stati – ha concluso – sono fondamentali per le esportazioni e la redditivita’ delle nostre aziende, ma devono avvenire sotto regole eque per le parti”