Milano: la categoria taxi dichiara lo stato di agitazione

 

 

Milano – “Di fronte alla totale chiusura dimostrata dall’Amministrazione comunale, i tassisti milanesi ritengono necessario indire lo stato di agitazione. Ci abbiamo provato – si legge in una nota delle maggiori sigle sindacali –  ma il Comune ha scelto di non ascoltare. Niente dialogo, niente confronto. Solo la richiesta di nuove licenze taxi, decisa dall’Amministrazione senza un monitoraggio dettagliato che fondi oggettivamente la richiesta, peraltro avanzata in un momento di crescita economica vicino allo zero, con la minaccia di una recessione alle porte. Giova ricordare che gli ottimi risultati della stagione Expo 2015 sono stati raggiunti grazie al rafforzamento del sistema taxi con provvedimenti calibrati, temporanei e condivisi tra categoria e Amministrazione. L’attuale giunta ha scelto invece la strada dell’indifferenza verso le problematiche segnalate a più riprese dal comparto taxi. Non solo mancate risposte, ma anche disposizioni e delibere dirigenziali, adottate unilateralmente e senza che se ne capisse la ratio, che hanno solo ostacolato l’efficiente e razionale erogazione del servizio. Senza dialogo, senza confronto alcuno. I tassisti hanno da subito chiarito che non è questione di numeri. Un’Amministrazione realmente interessata al servizio pubblico dovrebbe occuparsi in primo luogo delle condizioni in cui gli operatori lavorano giornalmente. Lo deve soprattutto all’utenza, che invece di essere premiata per la scelta di non usare l’auto privata è penalizzata dalle condizioni in cui il servizio taxi costretto a lavorare. Ricordiamo- spiegano i taxisti – alcuni punti sui quali il Comune ha negato il confronto: segnaletica stradale: da oltre un anno abbiamo presentato numerose osservazioni in merito, per richiedere modifiche intese a migliorare l’efficienza del servizio. Abbiamo ricevuto in risposta solo dei no se non, peggio, il rifiuto di esaminare le segnalazioni; nuova viabilità: abbiamo indicato, senza esito, gli aspetti critici relativi ai numerosi interventi di riqualificazione di vie e piazze, che rendono il traffico ancora più congestionato; corsie preferenziali: i taxi sono stati inspiegabilmente estromessi da numerose corsie riservate. In aggiunta, manca totalmente il controllo delle corsie, ormai invase da ogni tipo di veicoli non autorizzati; posteggi: continua purtroppo la cancellazione totale o la drastica riduzione degli spazi adibiti al posteggio di taxi in servizio. E come si può rendere reperibile il servizio pubblico da piazza se gli viene impedito di sostare in piazza? Assente la manutenzione ordinaria dei cartelli e della segnaletica ai posteggi. Il controllo e la repressione della sosta abusiva sugli stalli dedicati ai taxi sono insufficienti e con ricadute pesanti sulla disponibilità di auto pubbliche, perché gli operatori non possono sostare negli spazi riservati loro in quanto occupati da auto private e furgoni. E ancora: paline informative: non sono mai stati installati i tanto promessi, e utili, totem informativi per comunicare all’utenza ubicazione e tariffe del servizio, come accade in molte città europee; abusivismo: un fenomeno che danneggia prima di tutto l’utenza, soprattutto gli ormai numerosi turisti stranieri. Il Comune non ha mai predisposto il necessario rafforzamento degli organi di vigilanza preposti alla repressione del fenomeno; turni: l’attuale assetto dei turni peggiora la disponibilità del servizio pubblico. Il Comune ha scelto di non intervenire nemmeno su questo aspetto, anche perché non partecipa alle commissioni regionali che determinano le regole del trasporto anche e soprattutto per la città capoluogo e principale snodo di riferimento; commissione di monitoraggio: non è mai stata istituita, mentre sarebbe necessaria per avviare e controllare tempestivamente eventuali correzioni al servizio per aumentarne l’efficienza; sono state investite ingenti risorse economiche per lo studio e l’implementazione di un’applicazione di chiamata taxi, Mit, che non ha mai funzionato correttamente”, conclude la nota.