Cambiamenti climatici: la Cgil fa il punto in vista del Fridays For Future

Cambiamenti climatici: la Cgil fa il punto in vista del Fridays For Future

Monza – “Cambiamenti climatici. Verso il terzo sciopero globale”. Questo il titolo dell’iniziativa pubblica della Cgil di Monza e Brianza che mette nuovamente al centro del dibattito l’emergenza ambientale. L’appuntamento è per giovedì 19 settembre alle 17:30 in Camera del Lavoro a Monza, in via Premuda. Una tavola rotonda con Simona Fabiani dell’Area delle Politiche di Sviluppo della Cgil nazionale, il vicepresidente di Legambiente Lombardia Marzio Marzorati e Nicolas Torri, coordinatore di Fridays For Future di Monza e Brianza. A coordinare il tavolo ci penserà Angela Mondellini, segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza. Massimo Balzarini della segreteria regionale della Cgil, invece, curerà le conclusioni della giornata seminariale. Tra pochi giorni, infatti, in tutto il mondo ci sarà la terza manifestazione organizzata dal movimento degli studenti ispirato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg. L’obiettivo è sempre lo stesso: sensibilizzare la cittadinanza mondiale a una vita sostenibile e chiedere ai governi di tutto il mondo misure urgenti per dimezzare le emissioni di CO2 ed evitare, così, l’innalzamento della temperatura terrestre. E anche il mondo del lavoro, dunque, si interroga sul come conciliare sviluppo economico e sostenibilità ambientale. Nulla di nuovo, in realtà, la Cgil da tempo afferma la necessità di una riconversione profonda del sistema energetico, industriale e sociale dell’economia, a patto di investire anche nelle politiche attive per evitare ricadute sull’occupazione: non devono essere i lavoratori a pagare il prezzo della necessaria rivoluzione ecologica. “Pensiamo sia importante che le organizzazioni sindacali diano un loro contributo al terzo sciopero globale per il clima – fa sapere la segretaria della Cgil brianzola Angela Mondellini –.  Il possibile cambiamento delle politiche globali a favore del clima passa anche dal contributo che sapranno dare le lavoratrici e i lavoratori e i loro rappresentanti. Occorre costruire una comune pressione politica e soprattutto occorre far crescere sempre più una consapevolezza sociale”.