Fisascat Cisl, necessaria lotta all’illegalità nel turismo

Roma – “La stagionalità è una caratteristica strutturale del settore turismo e spesso, purtroppo, fa rima con irregolarità e con il mancato rispetto delle norme di legge e dei contratti nazionali di lavoro. L’azione del sindacato è finalizzata a contrastare un fenomeno cronico e l’illegalità diffusa nel comparto turistico e favorire l’emersione del lavoro nero e sommerso. L’attività svolta in campo dalla Guardia di Finanza è fondamentale e può agire da deterrente”, ha detto il segretario generale della FISASCAT Cisl, Davide Guarini, ai microfoni di Radio InBlu commentando l’esito degli oltre 22mila controlli della Gdf nelle cinque regioni a più forte vocazione turistica – Sardegna, Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio – dai quali emergono l’irregolarità dei rapporti di lavoro che ha coinvolto circa 6.500 lavoratori, oltre ai fenomeni di abusivismo, contraffazione, affitti in nero e truffe di carburante. Il sindacalista ha poi posto l’attenzione sulle condizioni di lavoro delle migliaia di addetti stagionali, “un esercito di oltre 400mila lavoratrici e lavoratori per i quali occorre definire un intervento sinergico e condiviso da tutti i soggetti coinvolti finalizzato, da un lato, all’ampliamento del periodo ricettivo e, dall’altro, all’allungamento dei rapporti di lavoro esposti a una crescente precarizzazione”. E ha continuato dichiarando “I contenuti dei più recenti accordi territoriali sulla stagionalità nel terziario, recependo l’opportunità offerta dalla legislazione vigente sulla possibilità di assumere personale a tempo determinato per ragioni di stagionalità senza limiti numerici, per tutte le attività del terziario nei Comuni turistici fortemente condizionate da un’intensificazione dell’attività in alcuni periodi dell’anno, dimostrano che è possibile abbinare alla legalità delle attività di impresa la regolarità dell’occupazione. Le intese, laddove sottoscritte, frutto della concertazione e della contrattazione a livello locale, consentono di utilizzare in maniera stagionale la formula del contratto a termine, invece di ricorrere ad altre forme atipiche e flessibili, permettendo così di offrire lavoro di qualità e professionalità, tra l’altro a una platea molto più ampia di lavoratori, e definiscono gli stagionali nelle località turistiche nei periodi di maggiore attrattività garantendo trattamenti contrattuali sicuri e garantiti, grazie anche all’intervento della bilateralità, garantendo anche l’accesso ai percorsi di formazione professionale, elemento strategico per assicurare competitività al comparto turistico. Senza dimenticare, poi, la necessità di definire ammortizzatori sociali dedicati che valorizzino proprio la caratteristica strutturale della stagionalità”.