Sicurezza: anche la polizia lombarda in piazza a Roma per il contratto e il riordino delle carriere

Milano – Giovedì 25 luglio anche i poliziotti lombardi scendono in piazza a Roma per rivendicare il rinnovo del contratto e correttivi al riordino delle carriere, attesi da ormai troppo tempo. L’appuntamento, organizzato da Silp Cgil nazionale e Fp Cgil nazionale, è in piazza Montecitorio alle 10. “Si parla di immigrazione, di porti chiusi, di legittima difesa e di pistole elettriche – scrivono in una nota le due sigle sindacali -. Non si parla però di risorse vere per la sicurezza, di un contratto delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa che è scaduto da quasi 200 giorni, dei correttivi a un riordino interno delle carriere per il quale il governo non ha stanziato sufficienti risorse economiche, disattendendo le aspettative dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previsti dai recenti bandi non garantiranno il turnover”. Daniele Bena, segretario generale del Silp Cgil Lombardia dichiara: “Il 25 luglio saremo in piazza per  ricordare al governo le troppe promesse non mantenute. Si continua a fare propaganda sulla sicurezza ma di concreto non si vede nulla. Non abbiamo avuto esitazione a scendere in piazza quando al governo c’erano Renzi e Gentiloni ed è più che mai necessario farlo oggi.  Chi sta al governo ha dimenticato le promesse fatte quando stava all’opposizione e in campagna elettorale.  Chiediamo fondi per un contratto scaduto, per i correttivi al riordino delle carriere e chiediamo personale e mezzi”. “In Lombardia – prosegue Bena – anche in questi giorni non smettiamo di segnalare le criticità dovute a risorse insufficienti.  E’ di ieri un comunicato congiunto di tutti i sindacati diMantova per denunciare la grave carenza di organici in quella provincia, nei giorni scorsi abbiamo denunciato la situazione della nuova questura di Monza in cui il  numero del personale previsto è assolutamente inadeguato rispetto agli importanti compiti di una questura che ha competenza su una realtà così complessa; nel terzo aeroporto italiano per numero di passeggeri, quello di Orio al Serio,  i poliziotti sono troppo pochi rispetto all’enorme numero di viaggiatori”. “Il governo del cambiamento non sta cambiando nulla e i lavoratori di polizia cominciano a rilevare che non ci sono paragoni con quanto ottenuto dai governi precedenti che pure non avevano brillato per attenzione nei loro confronti”. “E’ ora di smetterla con le promesse – chiude Bena – e con un uso strumentale della sicurezza e dei lavoratori delle forze di polizia, il governo dimostri con i fatti e non con le parole la propria attenzione nei confronti degli operatori del nostro settore. Non bastano le promesse sui social alle quali ormai tutti hanno smesso di credere, occorrono provvedimenti concreti e stanziamenti economici reali”.