Sciopero nel settore lapidei, industria: partecipazione massiccia

Milano – Si è svolto questa mattina a Milano davanti alla sede di Confindustria Marmomacchine, in corso Sempione n. 30, il presidio sindacale del settore del marmo e dell’escavazione. “Abbiamo registrato la presenza di oltre 100 delegati, lavoratrici e lavoratori del settore, che – si legge in una nota di Feneal, Filca, Fillea territoriali e regionali – hanno testimoniato il forte dissenso sulle poche e incerte proposte avanzate al tavolo negoziale dalle controparti. Sono intervenuti delegati e funzionari dei territori con la maggiore presenza di insediamenti produttivi del settore dell’escavazione e del marmo della Lombardia: Bergamo, Brescia, Pavia. Territori dove l’adesione allo sciopero ha registrato un’ampia partecipazione dei lavoratori e lavoratrici, con punte significative fino al 70% come la ditta VAGA del Gruppo Mapei, di Costa de Nobili (Pv). Lo sciopero è stato dichiarato per protestare contro lo stallo delle trattative in corso con Confindustria Marmomacchine e Anepla, per il rinnovo del contratto nazionale scaduto il 31 marzo scorso e per le insufficienti risposte delle controparti che hanno svilito i contenuti della piattaforma sindacale presentata nel mese di febbraio 2019. Le controparti datoriali fin dal primo incontro si sono dichiarate non disponibili a ragionare di un rinnovo salariale certo, proponendo una cifra di aumento pari alla metà di quanto contrattato nel rinnovo precedente e con verifiche ex post in base all’inflazione. Così come sulla parte normativa hanno rimbalzato quasi tutte le richieste della piattaforma sindacale votata nelle assemblee. Noi chiediamo alle controparti di tornare al tavolo delle trattative con una  maggiore apertura e disponibilità ad approfondire le richieste avanzate nella piattaforma, affinchè ai lavoratori e alle lavoratrici del settore venga riconosciuta dignità salariale, formazione e informazione adeguata ad una concreta prevenzione della salute e sicurezza, ad un lavoro sicuro e meno precario e ad un welfare dignitoso che sappia dare risposte anche alle problematiche legate alla sanità e alla contribuzione previdenziale integrativa”, conclude la nota.