Caldo sui treni: Regione, Trenord faccia di più

Milano – “Ho chiesto a Trenord di intervenire per tutelare i pendolari. Le temperature di questi giorni sono inusuali, ma la societa’ deve mettere in campo ogni azione possibile per limitare i disagi. I disservizi vanno assolutamente contenuti e Trenord deve fare uno sforzo supplementare in questa direzione”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilita’ sostenibile, Claudia Maria Terzi, replicando ad alcuno consiglieri di opposizione. “Va detto – ha aggiunto – che i malfunzionamenti degli impianti di condizionamento si verificano in particolare sui treni vecchi. E i treni vecchi sono eredita’ del centrosinistra, che quando era al governo e controllava le Fs non ha investito sul materiale rotabile in Lombardia. Ricordo che Trenord e’ una societa’ al 50% tra Ferrovie Nord Milano (afferente a Regione Lombardia) e Trenitalia (Ferrovie dello Stato e quindi Stato e quindi Governo). Ebbene, negli ultimi dieci anni Regione Lombardia ha investito 3 miliardi in Trenord (uno su tutti l’acquisto di 176 nuovi treni per 1,6 miliardi di costo) mentre Trenitalia ha messo solo 170 milioni di euro. Mi riferisco agli anni appena passati. Quelli in cui le Ferrovie dello Stato sono state gestite da manager che si sono dimostrati indisponibili a investire sul servizio lombardo. Il risultato e’ che la flotta conferita da Trenitalia ha 32 anni (con punte di 45 anni!) di media, mentre quella conferita da Fnm – Regione Lombardia 9 anni. Basterebbe questo per descrivere il contesto in cui ci troviamo ad agire”. “Riconosco a Fs un cambio di passo: dalla collaborazione per la cessione di alcuni treni alla definizione del programma di investimenti sulla rete. Pero’ e’ chiaro che il servizio ferroviario lombardo, pur in miglioramento, sconta un lungo periodo di mancati investimenti da parte dei precedenti Governi centrali. I treni nuovi – ha concluso Terzi – arriveranno progressivamente a partire da novembre 2019. E sara’ solo grazie agli sforzi economici di Regione Lombardia, non certo di chi ora fa propaganda sulla pelle dei pendolari”.