Il Forum Terzo Settore Lombardia celebra il 25 aprile

Milano – Il Forum Terzo Settore Lombardia, insieme alle proprie associate, partecipa alle molte iniziative che si svolgono sul territorio Italiano per celebrare il 25 aprile, giorno in cui si ricorda e si celebra la Liberazione dal fascismo e dal nazismo. “Lo fa per più di un motivo, spiega Valeria Negrini, portavoce: – Perché è un modo per rendere onore e ricordare quanti hanno dato la vita per liberare l’Italia dalla dittatura e dalla violenza fascista e nazista, che rimangono il momento più oscuro nella storia del nostro Paese e dell’Europa intera; – Perché ogni forma di dittatura non è in alcun modo conciliabile con la nascita e lo sviluppo di realtà associative che oggi fanno parte del Terzo Settore e che rappresentano il modo in cui la società civile emerge come soggetto collettivo, luogo in cui la persona diventa attrice nel campo economico e sociale attraverso forme proprie e libere di aggregazione. Non è per caso infatti che l’avvento del fascismo colpì duramente fra il 1919 e il 1924 la cooperazione democratica. Siamo preoccupati per le forme e i tentativi di questi ultimi tempi di delegittimare e criminalizzare (le ONG, la cooperazione, chi si occupa di minori e, domani, chissà, chi si occupa di detenuti, di persone con problemi di salute mentale… chi fa del bene insomma) quelle formazioni sociali intermedie tra individuo e Stato che costituiscono una forma irrinunciabile della democrazia, uno spazio insopprimibile e incomprimibile che è luogo della libertà di formarsi, organizzarsi, agire per soddisfare bisogni collettivi e tutelare interessi generali; – Perché oggi vi è la necessità di contrastare e “liberarsi” nuovamente da un un fascismo subdolo che ritroviamo nei gesti e nelle parole di chi pratica forme di odio razziale e di discriminazione, di chi fomenta la guerra tra poveri, di chi utilizza la violenza verbale sui social, sui media, in politica recuperando gesti, formule, frasi, figure che richiamano il fascismo, di chi invoca frontiere chiuse e filo spinato, di chi immagina di demolire l’Europa (non è un caso che il manifesto di Ventotene sia stato scritto nell’isola in cui gli antifascisti venivano mandati al confino), di chi si compiace di “essere cattivo” e irride chi si adopera in azioni e progetti di solidarietà e di inclusione; liberarsi da quanti si permettono di scherzare, dileggiare, ignorare il 25 Aprile dimenticando che è proprio grazie a quella Liberazione che è nata la nostra repubblica e democrazia che oggi consente anche a loro di agire e parlare”.