Confcommercio: rinviare l’abrogazione dello scontrino di cassa

Roma – Confcommercio chiede al governo, con una lettera inviata al ministro Tria, di rinviare al 1° gennaio 2020 l’entrata in vigore dell’obbligo per i commercianti al dettaglio di trasmissione telematica dei corrispettivi anche per i soggetti con un volume d’affari superiore a 400 mila euro. “Si ritiene — scrive Sangalli — che i tempi per l’entrata in vigore dal prossimo luglio del nuovo obbligo, peraltro introdotto a soli pochi mesi dall’obbligo della fatturazione elettronica nei rapporti tra soggetti privati e in concomitanza del debutto in dichiarazione dei redditi dei nuovi “Indici sintetici di affidabilità fiscale” (Isa), siano troppo brevi”. Nessuna risposta dal ministero, i commercianti al dettaglio dovranno adeguarsi nel giro dei prossimi 75 giorni. Il nuovo regime che dovrebbe partire fra 2 mesi circa per i commercianti al dettaglio (400 mila euro volume d’affari) e per tutti gli altri dal 1° gennaio 2020, farà scomparire il foglietto con cui si uscirà dai negozi, perché non avrà più valenza fiscale. I negozianti dovranno sostituire i registratori di cassa analogici con quelli digitali. Secondo le stime di Confcommercio gli esercizi più piccoli saranno 261 mila, mentre dal 1° gennaio 2020 la novità riguarderà 2 milioni di soggetti. Ma Sangalli chiede un rinvio, anche “in considerazione del ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi e delle possibili difficoltà operative connesse alle problematiche tecniche che le imprese si troveranno ad affrontare nell’adeguamento del parco macchine esistente e nella sostituzione dei registratori di cassa con i nuovi registratori telematici”.