Coldiretti: A Pasqua a tavola 400 mln di uova

Milano – Saranno saranno circa 400 milioni le uova ‘ruspanti’ sulle tavole nella settimana Santa, tra quelle consumate a colazione, quelle ornamentali per abbellire le case e le tavole apparecchiate, e soprattutto quelle usate nella preparazione di ricette tradizionali o in prodotti artigianali e industriali. Questa la stima Coldiretti che prevede che gli italiani spenderanno oltre 120 milioni di euro nell’acquisto di uova di gallina da consumare direttamente o nella preparazione di piatti e dolci, quasi la metà dei 250 milioni spesi dagli italiani per acquistare circa 16 milioni di uova di cioccolato. Si conferma così l’andamento positivo del 2018 che ha visto le uova fresche registrare una crescita negli acquisti. “A spingere i consumi – spiega la Coldiretti – gli ultimi studi secondo i quali le uova sono riconosciute come un alimento sano, equilibrato e ‘taglia grassi’ adatto al controllo del peso di individui”. Un uovo medio contiene solo 78 kcal, ma il suo contenuto proteico elevato è pari a 6,5 grammi, ovvero il 13% del fabbisogno giornaliero di un adulto. Le uova si qualificano inoltre come fonte di Vitamina A e B12; sono inoltre ricche di Vitamina D e contengono Colina, Fosforo, Selenio, Riboflavina, Acido Folico, Biotina e Iodio”.  “Con l’aumento della domanda diventa sempre più importante – continua Coldiretti – garantire la trasparenza del Made in Italy del prodotto e per il 2019 le risoluzioni approvate dalla Commissione Agricoltura della Camera prevedono la timbratura di origine obbligatoria in allevamento. Una misura importante per consentire di fare scelte di acquisto consapevoli che – sostiene la Coldiretti – deve essere inserita anche all’esterno delle confezioni oltre che estesa agli ovoprodotti utilizzati nella trasformazione industriale. Ad oggi viene applicato sul guscio un codice alfanumerico che contiene le informazioni sulla provenienza dell’uovo e metodi allevamento adottato, ma è difficilmente interpretabile dai consumatori”. Il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore. “A queste informazioni si aggiungono – precisa Coldiretti – quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S)”. Negli ultimi 30 anni – sottolinea Coldiretti – i consumi nazionali di uova sono aumentati raggiungendo la cifra record di 13 miliardi di pezzi all’anno che significa una media di circa 215 uova a testa, quasi interamente Made in Italy, grazie all’offerta di una platea di 40 milioni di galline presenti in 14.400 allevamenti italiani secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.