Sindacati contro Thales Alenia Space: impoverisce l’azienda

Milano – Thales Alenia Space Italia di Gorgonzola, azienda che opera nei mercati della sicurezza dei trasporti della difesa dell’aerospazio e dello spazio, Leader mondiale presente in Italia dal 1988 e che offre soluzioni tecnologiche che si rivolgono al mercato della gestione del traffico aereo, con competenze nei sistemi di atterraggio, navigazione e sorveglianza, al settore della difesa, ha deciso di assegnare a società straniere lo sviluppo del nuovo Computer di Bordo di Thales, pilastro sui quale poggia l’esistenza dello stabilimento Milanese Alenia Space. “Questa decisione è incomprensibile in quanto non sono per nulla chiare le motivazioni che la giustificano; la certezza è che tale decisione sottrarrà carichi di lavoro, con conseguente problematica di occupazione, soprattutto un’ennesima eccellenza Italiana che sarà svenduta”. Fim, Fiom, Uilm e le Rsu dello stabilimento Thales Alenia Space Italia di Gorgonzola dicono “non possiamo accettare che siano prese decisioni in netto contrasto con la missione del sito. Siamo fortemente preoccupati perché, se questa decisione dovesse essere confermata, ci sarebbero gravi ripercussioni: perdita occupazionale, perdita di know-how e impoverimento dell’indotto territoriale. Chiederemo nuovamente di poter incontrare al più presto l’amministratore delegato, come già chiesto all’inizio dello scorso anno, per discutere di questa vicenda e, più in generale, del ruolo dello stabilimento milanese. Senza risposte concrete e soddisfacenti per i lavoratori, siamo pronti a mettere in campo iniziative di lotta. Un’eccellenza Italiana, una risorsa per il territorio nazionale, la politica ha tutti i livelli dovrà interessarsi Chiediamo che la politica, a tutti i livelli, debba interessarsi prioritariamente della vicenda: è coinvolta un’azienda che rappresenta asset strategici (settore spazio) italiani”. “Per tale ragione, le organizzazioni sindacali e la Rsu daranno corso a tutti i passi necessari, dentro e fuori l’azienda, coinvolgendo gli organi territoriali e nazionali affinché la direzione aziendale giunga a rivedere questa assurda decisione”.