Maternità, il lavoro fino al nono mese fa discutere i sindacati

Roma – L’emendamento della Lega alla manovra (approvato dalla commissione Bilancio della Camera) che prevede che le lavoratrici possano restare al lavoro fino alla data del parto, ha fatto discutere. “Mina la libertà delle donne—ha detto Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil—soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”. Più possibilista la Cisl: “La flessibilità può essere un’opportunità, ma occorre vigilare per evitare abusi e pressioni a restare al lavoro”. Fino ad oggi il congedo obbligatorio prevede due opzioni: due mesi prima e tre mesi dopo la nascita del figlio. Oppure un mese prima e quattro dopo la nascita. Con questo emendamento si potrebbe lavorare anche fino all’ultimo giorno.