Produzione industriale Lombardia, III trimestre 2018: -0,4 (2)

Produzione industriale Lombardia, III trimestre 2018: -0,4 (2)

Milano – Per l’artigianato il rallentamento è più marcato con la variazione media dei primi tre trimestri al +1,9% e una contrazione congiunturale del -0,2%. Gli ordinativi provenienti dal mercato interno, dopo la flessione congiunturale dello scorso trimestre ritrovano il segno positivo (+0,4%). Positivo anche il dato su base annua (+2,9% la media dei primi tre trimestri) anche se in decelerazione rispetto allo scorso anno. Lo stesso fenomeno si osserva per il mercato estero (+2,3%), il quale però ha registrato solo uno stop congiunturale nello scorso trimestre. Anche in questo caso il dato medio dei primi tre trimestri è positivo (+5,5%) ma inferiore a quello dello scorso anno. La quota di fatturato ricavata dalle esportazioni dall’industria sale al 40,7%. Le imprese artigiane rafforzano la svolta congiunturale negativa per la domanda interna (-1,3%) associata ad una decelerazione tendenziale (-0,5%). Rimane positiva invece la domanda estera che mostra un incremento congiunturale (+0,8%) associato a una crescita media dei primi tre trimestri del 2,0%. Il canale estero per le imprese artigiane svolge però sempre un ruolo marginale, con la quota sul fatturato totale ferma al 7%. L’occupazione per l’industria presenta un saldo quasi nullo (+0,1%), a causa della convergenza tra un tasso d’ingresso in diminuzione (2,1%) e un incremento delle uscite (2,0% il tasso d’uscita). Considerando la variazione congiunturale al netto degli effetti stagionali, il risultato diviene più positivo (+0,3%). In flessione il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 4,8% e la quota sul monte ore sotto l’1% Anche nell’artigianato il saldo occupazionale è molto vicino allo zero, ma si posiziona in territorio negativo (-0,2%) a causa di un rallentamento del tasso d’ingresso (2,1%) e un aumento del tasso di uscita (2,3%); al netto degli effetti stagionali i livelli occupazionali rimangono invariati rispetto al trimestre precedente. Anche per gli artigiani il ricorso alla CIG appare in rallentamento, con una quota di aziende che dichiarano di avervi fatto ricorso che scende all’1,9% e la quota sul monte ore allo 0,3%. Le aspettative degli imprenditori industriali sulla produzione sono in peggioramento come anche quelle relative all’occupazione, pur rimanendo entrambe in territorio positivo. Migliorano, invece, le aspettative sulla domanda sia per il mercato interno che per l’estero, con quelle per il mercato interno prossime all’ingresso in area positiva. Nel caso dell’artigianato, le aspettative mostrano un miglioramento per produzione e domanda interna. Una stabilizzazione in territorio negativo per la domanda estera e un peggioramento per l’occupazione. Le peculiarità del terzo trimestre, inficiata da un elevato grado di stagionalità che anche le più sofisticate tecniche statistiche riescono solo in parte a domare, non facilitano di certo la lettura dei segnali che provengono dall’economia. Un criterio di salvaguardia consiste nel fare riferimento alla media dei primi tre trimestri dell’anno. In quest’ottica, i segnali di rallentamento della produzione manifatturiera vengono confermati, anche se ridimensionati nella loro intensità. Il rallentamento risulta assai diffuso fra i settori e le imprese e riguarda la triade produzione-fatturato-ordini, anche se ancora una volta vale pena sottolineare la maggiore difficoltà registrata dagli ordini interni rispetto a quelli esteri. Questa dinamica per certi versi presenta aspetti paradossali. Infatti, la dinamica del mercato del lavoro rimane positiva e nonostante ciò la crescita della domanda interna risulta bloccata, soprattutto a causa della scarsa vivacità dei consumi. L’altro paradosso riguarda le esportazioni che risultano in ripresa, nonostante il commercio internazionale presenti alcune battute d’arresto. Le aspettative degli imprenditori puntano ad una ripresa congiunturale per il prossimo trimestre per la domanda estera in particolare, mentre flettono per la produzione compatibilmente con una decelerazione del tasso di crescita annuale della produzione industriale. Questo quadro congiunturale rafforza i timori per l’evoluzione in corso dell’economia lombarda che in parte riflette quelli riguardanti l’economia mondiale, dominati dai rischi al ribasso che incombono sul commercio internazionale e dalle turbolenze che potrebbero caratterizzare i mercati finanziari.