Banzato (Federacciai): la siderurgia italiana cresce

Milano – Il nuovo presidente di Federacciai, Alessandro Banzato ha tenuto oggi il suo primo discorso all’annuale assemblea dell’associazione. Banzato ha spiegato, a margine dell’icontro, che “la mia presidenza sarà ispirata al senso di collegialità e partecipazione, per rendere Federacciai ancora più vicina alle aziende associate, soprattutto per le società che non hanno una rappresentanza negli organi direttivi”. L’imprenditore padovano ha affrontato le tematiche di mercato, sottolineando come il 2018, soprattutto nei primi mesi, sia stato molto positivo. Anche se le recenti turbolenze internazionali, “sia politiche che commerciali”, iniziano a produrre effetti sull’operatività delle aziende. “Negli ultimi due o tre anni – ha spiegato Banzato – il mercato si è mosso e ha preso la strada della razionalizzazione”. Al di là delle due grandi questioni Ilva e Piombino, Banzato ha rimarcato che “solo nell’ultimo anno ho contato in Italia almeno una ventina di acquisizioni e quasi tutte nel settore dei prodotti lunghi. Anche a livello internazionale si è assistito ad un risveglio delle attività di M&A e pure in questo caso molte operazioni hanno riguardato non solo il settore dei piani ma soprattutto il comparto dei lunghi. Questo vuol dire che la siderurgia è viva e i nostri imprenditori – nonostante un contesto talvolta critico, se non ostile – hanno coraggio e soprattutto sanno assumersi sempre il rischio di impresa, preparandosi alla sfida competitiva anche in un’ottica strategica di lungo periodo”. “La siderurgia italiana sta vivendo una buona fase di crescita, sia per quanto riguarda i volumi sia per la redditività e nei primi otto mesi dell’anno tale trend ha continuato a essere positivo e in ulteriore miglioramento, con la produzione che ha superato i 16 milioni di tonnellate con un +3,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. E non è un caso se anche i settori utilizzatori d’acciaio (ad eccezione delle costruzioni) nei primi 8 mesi dell’anno sono cresciuti in modo sostenuto. Il contesto economico generale è stato positivo, anche se le turbolenze politiche e commerciali mondiali iniziano a destare qualche preoccupazione e devono essere seguite attentamente. Le sfide sono molte e tutte determinanti. Per questo, dobbiamo puntare su una forte organizzazione interna e su un rinnovato senso di coesione tra tutti noi”. Banzato in chiusura è tornato sulla vicenda Ilva: “Dico che ha prevalso il buon senso e il senso della ragione, e questo è un bene per una questione assai critica che era iniziata male 6 anni fa e che poteva finire peggio. I complimenti vanno a tutti quelli che hanno consentito questo importante risultato. Agli ultimi due ministri che, al di là delle polemiche, hanno permesso di arrivare a una soluzione, ai sindacati che al netto di alcuni distinguo hanno visto premiato il loro coraggio con un risultato referendario importante in termini di consensi, ai commissari straordinari, ai dirigenti, alle maestranze e ai lavoratori dell’Ilva in amministrazione straordinaria, che sono riusciti nell’impresa di tenere l’azienda in vita nonostante il continuo dilatarsi dei tempi. E ovviamente ad ArcelorMittal, che ci ha creduto fino alla fine e con determinazione e flessibilità negoziale è riuscita nell’intento di acquisire l’azienda per rilanciarla e renderla compatibile con il territorio”.