Decreti dignità, “profonde critiche” dall’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza

Milano – Aumento del 50 per cento delle indennità per i licenziamenti senza giusta causa e stretta sui contratti a termine, che non potranno durare più di due anni e comunque dovranno essere giustificati dopo i primi 12 mesi, con le regole che vengono estese anche agli interinali. Sono alcune delle misure contenute nel Decreto Dignità, approvato dal Consiglio dei ministri ieri sera, lunedì 2 luglio. Si tratta del primo provvedimento di peso del governo Conte. Un pacchetto a cui l’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza riserva profonde critiche, come nel complesso l’intero mondo produttivo, artigiano e industriale. Nel testo previsti anche un pacchetto fisco “light” e l’inasprimento anti-delocalizzazioni, con multe salate per chi se ne va entro 5 anni che non dovrebbe valere però per gli investimenti già fatti. Mentre salta come annunciato l’abolizione dello staff leasing. Scatta anche il bando alla pubblicità di giochi e scommesse per contrastare il gioco d’azzardo patologico, con qualche piccola deroga. Ecco alcune delle principali novità deliberate dall’Esecutivo: FINO A 3 ANNI DI INDENNITA’ PER I LICENZIAMENTI: aumenta il valore dell’indennità per i lavoratori licenziati “ingiustamente”, passando da massimo 24 mesi a massimo 36 mesi. CONTRATTI A TERMINE PER MASSIMO 24 MESI, TETTO 4 PROROGHE: il limite massimo si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Ridotte da 5 a 4 le possibili proroghe. TORNANO LE CAUSALI, ANCHE PER RINNOVO INTERINALI: per i contratti più lunghi di 12 mesi o dal primo rinnovo in poi arrivano tre categorie di causali, esigenze temporanee e oggettive, connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, o relative a picchi di attività stagionali. Le nuove regole valgono anche per i contratti a tempo determinato in somministrazione (non vengono cancellati, come previsto dalle prime bozze, quelli in somministrazione a tempo indeterminato).Salta invece il conteggio di questa ultima tipologia nei limiti del 20% previsto per contingentare le assunzioni a termine. INTERVENTI LIGHT SU SPESOMETRO, REDDITOMETRO E SPLIT PAYMENT: nella sua ultima versione il pacchetto fisco prevede una revisione del redditometro e l’abolizione del trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato nei rapporti con i soli professionisti. Per lo spesometro invece si profila un rinvio della scadenza per l’invio dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, insieme quindi all’invio dei dati del quarto trimestre.