PGT: rigenerazione urbana

Milano – Il nuovo protagonismo delle 6 piazze e degli 11 nodi di interscambio andrà accompagnato alla valorizzazione dei cosiddetti “Ambiti di Rigenerazione Urbana”. Si tratta di aree poste ai margini del territorio, che comprendono ad esempio gli assi di via Padova, via Imbonati, via Pellegrino Rossi, via Imbonati, Rogoredo, cui si riconosce una nuova centralità, con l’obiettivo di estendere a tutta la città il buon momento di Milano. Saranno luoghi dove attivare leve e incentivi volti a stimolare processi di rinnovamento del patrimonio edilizio degradato, sfitto e dismesso per accrescere la qualità edilizia e urbanistica e potenziare il mix funzionale e dei servizi, facilitando così lo sviluppo economico, sociale e culturale dei contesti più fragili. Sinergici a questa strategia sono il Piano Periferie, l’Accordo sugli Scali Ferroviari, ReLambro, Rotaie Verdi, Reinventing Cities, tutti  progetti che hanno messo in atto specifici strumenti di rigenerazione che in futuro andranno ad integrarsi tra loro. Il nuovo Piano, coerentemente con il Piano Periferie, prevede di concentrare anche gli investimenti pubblici sulla riqualificazione dei quartieri popolari e sul recupero degli alloggi sfitti. Alla realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica si ritiene più efficace la riqualificazione di quella esistente.  L’Amministrazione sta lavorando – nelle scorse settimane è stato avviato un counter digitale – per riqualificare e assegnare, entro il 2021, tremila alloggi sfitti gestiti da MM.  All’interno dell’Accordo per la riqualificazione degli Scali Ferroviari è inoltre prevista la realizzazione di una parte alloggi a canone sociale, quasi tutte a Farini e Romana. Si prevede infine, la sperimentazione, in 10 aree pubbliche di edilizia popolare e servizi abitativi all’interno di contesti sociali misti. L’altro obiettivo di rigenerazione è la lotta agli edifici abbandonati, che oggi costituiscono un elemento di degrado e insalubrità. Il nuovo PGT introduce l’obbligo per i privati di abbattere o presentare un progetto di recupero. Nel primo caso, i diritti volumetrici esistenti saranno annotati nel registro, con possibilità di utilizzo in loco o in altre pertinenze dirette tramite perequazione, come previsto dalla normativa vigente. Qualora il privato decidesse per il recupero, dovrà presentare il progetto entro 18 mesi a partire dall’approvazione del PGT, pena la perdita dei diritti volumetrici esistenti e conseguente assegnazione dell’indice minimo.