Movida: decalogo del Municipio 1, confronto coi commercianti

Milano – Arriva la bella stagione e si riapre il dibattito sulla movida. Dal centro di Milano parte la proposta ai commercianti di moderare gli effetti più problematici. Ne scrive il quotidiano la Repubblica. Alle associazioni che rappresentano i commercianti di un quartiere e ai singoli gestori, il presidente del Municipio 1 Fabio Arrigoni propone un patto. Per trasformare “una movida oggi un po’ troppo selvaggia” in un divertimento notturno “più responsabile”. Un patto “per la cittadinanza notturna”, lo chiama lui. Perché “anche di notte dovremmo ricordarci di essere cittadini”. Un obiettivo che, spiega, “non si può raggiungere solo a colpi di ordinanze, sanzioni o con il Daspo urbano, ma che ha bisogno del coinvolgimento di tutti”. Anche se, per ora, l’Epam, l’associazione dei locali di Confcommercio, considera l’accordo come tutto da discutere. Palazzo Marino sta studiando le ordinanze ad hoc che dovrebbero partire a giugno, dopo la chiusura delle scuole, insieme all’isola pedonale di via Ascanio Sforza, sui Navigli. “Pensiamo di fare un’ordinanza per la Darsena sul modello di quella già fatta lo scorso anno — spiega l’assessora al Commercio, Cristina Tajani — e, insieme al vicesindaco con delega alla Sicurezza Anna Scavuzzo stiamo valutando se fare anche una sperimentazione nel fine settimana alle Colonne”. Diverso, l’accordo volontario con i commercianti. E in questo caso, dice l’assessora, “per noi il modello replicabile è quello sottoscritto in via Lecco”. Con tanto di servizio di cortesia dei locali per i parcheggi o per invitare i clienti ad allontanarsi dai marciapiedi una volta abbassata la serranda. Ma il presidente del Municipio 1 che cosa propone? La bozza che, spiega, prima di sbarcare in Consiglio di zona, verrà discussa in un incontro da fissare a breve con Confcommercio e Confesercenti, tocca diversi aspetti. Si parte dagli orari e dall’impegno da parte dei gestori a chiudere “non oltre le due” il proprio bar o locale e i dehors “all’una”. Gli esercenti dovrebbero impegnarsi anche per combattere il rumore e per il “mantenimento della pulizia e dell’ordine”. Un decalogo volontario e dettagliatissimo che vede anche impegni da parte dell’amministrazione e arriva a prevedere gli etilometri portatili o addirittura i prezzi che non dovrebbero discostarsi “dalle medie nella zona”. Una misura per scoraggiare il fenomeno dei superalcolici low cost serviti ai ragazzini. “Come si può pensare di proporre una cosa simile?”, esordisce Giuseppe Gissi, vicepresidente di Epam. Per lui, tra l’altro, “esiste già un codice etico approvato da tempo che, ad esempio, nonostante gli orari siano liberi fa in modo che i locali chiudano alle 2”.