Milano: Tempo di Libri, la lettura sempre più al femminile​ (2)

Milano – La Grande distribuzione organizzata conquista il 72% delle donne e il 44% degli uomini. La scelgono il 59% delle donne rispetto al 33% degli uomini per la comodità di curiosare al banco libri e per la convenienza. Dalla lettura alla scrittura: cresce la percentuale di scrittrici in Italia, ma il numero degli autori resta decisamente superiore: nel 2017 circa 4 autori su dieci sono donne, con un trend in crescita. Le autrici per la precisione sono il 38,3% del totale, mentre nel 2005 erano il 29,7%, un aumento di circa 9 punti che rafforza le loro posizioni nella filiera editoriale. Cresce la presenza femminile anche nei ruoli dirigenziali dell’editoria: sono sempre di più anche le donne che ricoprono cariche di responsabilità (CEO, presidenti, direttori generali, ecc.) nella filiera produttiva editoriale (anche se il dato è condizionato dalla maggior presenza femminile nelle case editrici piccole e medio-piccole che rappresentano una parte importante del nostro tessuto imprenditoriale): rappresentano il 22,3% dei ruoli dirigenziali, percentuale che nel 2010 si fermava al 16,6%. «Il numero di donne che ricoprono ruoli di rilievo nel mondo dell’editoria, e nei suoi ruoli dirigenziali, è superiore alla media nazionale che si attesta a un modesto 4% – ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi -. Ad esse si aggiungono poi quelle che troviamo – a vari livelli – in libreria o in biblioteca e in tutta la filiera editoriale: traduttrici, grafiche, responsabili della comunicazione. Nelle posizioni in ingresso – chi frequenta i vari master – c’è anche qui una percentuale maggiore di ragazze, il cui peso finirà per proiettarsi nei prossimi anni sugli organigrammi futuri. Lo stesso lo vediamo nella scrittura. Così come lo vediamo, dagli anni Ottanta, nella lettura. È in quegli anni che abbiamo assistito allo storico sorpasso: più ragazze, e donne entrano nei processi educativi della scuola dell’obbligo, poi nell’università e quindi nel lavoro. E più bambine, ragazze, donne si avvicinano ai libri ed entrano in libreria. Leggo questi dati come una conferma: la stretta relazione tra crescita sociale degli individui – le donne in questo caso – la lettura di libri, ebook, maggiori consumi culturali e la possibilità di sfruttare meglio gli ascensori sociali. Come Paese in cui l’innovazione diventa una qualità centrale per competere sui mercati interni e internazionali il fatto che leggere sia «donna» è un dato che apre alla speranza. E dovrebbe far riflettere i colleghi uomini».