Alternanza scuola-lavoro: una ricerca della Cgil (2)

Roma – Le scuole hanno iniziato ad adeguare la propria struttura organizzativa per far fronte “all’emergenza ASL obbligatoria”: nella maggior parte dei casi (76%) si sono dotate di un gruppo dedicato ai percorsi ASL, ma in calo rispetto al monitoraggio della prima annualità. Nella maggioranza dei casi (circa 60%) poi è presente un docente funzione strumentale per l’alternanza. Restano però ancora rari i casi in cui il collegio docenti si è articolato in dipartimenti, in cui si è attivato un comitato tecnico scientifico o in cui si sono stati coinvolti soggetti esterni al gruppo ASL.  I dati hanno mostrato come uno dei fattori associabili alla qualità dei percorsi è la collegialità della loro progettazione e realizzazione. In questo senso è positiva la tendenza per cui nella selezione dei docenti tutor, se continua a prevalere la candidatura volontaria (60%), raddoppia il peso della scelta collegiale e cala nettamente la selezione basata solo sulla scelta del dirigente scolastico.  Imprese e enti pubblici si confermano le strutture ospitanti con cui le scuole siglano il maggior numero di convenzioni rispettivamente nell’84% e nel 70% dei casi. Ma rispetto al precedente monitoraggio cala il coinvolgimento degli enti pubblici (dal 76% al 69%).  Stabile il coinvolgimento degli enti privati (sempre al 56%), mentre diminuisce quello del Terzo settore (dal 58% al 44%). Decisamente più rare le convenzioni con camere di commercio, con enti che svolgono attività per il patrimonio ambientale o di promozione sportiva, con gli ordini professionali. Sul versante delle strutture ospitanti che fanno capo al mondo delle imprese, in linea con le tendenze nazionali, il tessuto produttivo che ospita i percorsi ASL è fatto da piccole e piccolissime realtà imprenditoriali, senza rilevanti differenze tra macro aree geografiche e tra tipi di scuola. Circa 1 impresa su 2 che ospita i ragazzi è una micro impresa (fino a 9 dipendenti). Il 36% è una piccola impresa (da 10 a 49 dipendenti). Cresce il coinvolgimento delle grandi imprese (dall’1% al 3,5%) rispetto al monitoraggio precedente.  La netta maggioranza delle esperienze di apprendimento nelle strutture ospitanti sono stage/tirocini (quasi l’80%). Infatti in media le esperienze hanno avuto una durata di 4 settimane per studente (nell’arco dell’a.s). Il 16% rientrano nella tipologia dell’esperienza occasionale (es. la visita in azienda).  Il 78% delle esperienze di apprendimento nelle strutture ospitanti sono realizzate almeno in parte durante la sospensione delle attività didattiche. Rispetto alla I annualità si registra un lieve calo delle attività svolte interamente durante la sospensione delle attività didattiche (dal 17% al 14%) a vantaggio delle attività svolte durante l’orario scolastico (dal 20% al 22%). In conclusione, anche il monitoraggio ha mostrato quanto l’alternanza scuola lavoro sia un tema di grande attualità e nevralgico nei processi in corso di trasformazione del nostro sistema educativo.