Roma – Prima edizione del “Ponzi International Award – For outstanding contributions to the Cause of Truth and Justice” con un riconoscimento a Angelo Jannone, colonnello in congedo dei ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) – al quale è stato conferito il prezioso riconoscimento per l’esemplarità del suo percorso professionale e le innumerevoli operazioni ad alto rischio a cui ha preso parte durante la sua carriera come Carabiniere. In partnership con Investigation & Forensic Awards, la serata ha celebrato l’eccellenza, l’esperienza e la deontologia di personalità del settore delle discipline forensi al servizio della giustizia, dei privati, delle aziende e dei professionisti. Marco Tullio Cicerone diceva che “Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto”. Ed è proprio su queste parole che si fonda il Premio intitolato alla memoria di Vittorio Ponzi che, cresciuto nel mito del fratello Tom, fondò nel 1958 l’Istituto Internazionale Ponzi divenuto poi la Ponzi Investigazioni, licenziataria del marchio registrato “Luciano Ponzi Investigazioni” e che ha visto la presenza di Vittorio sino al 2002, anno nel quale ha potuto prendersi il meritato riposo da pensionato senza tuttavia cessare di dispensare i suoi preziosi consigli. Un uomo lungimirante, dunque, che fin da subito ha intuito quale sarebbe stata la direzione che avrebbe preso il nostro mondo, ovvero quella della globalizzazione e dell’internazionalizzazione, del fare network e associazionismo, attività basilare per raggiungere il successo e la ricerca della verità. “Il Premio acquisisce ulteriore importanza per la nostra società – ha affermato Luciano Tommaso Ponzi – poiché cade nel sessantesimo anniversario della fondazione dell’allora Istituto Internazionale Ponzi, nonché il giorno prima di quello che sarebbe stato il compleanno del suo fondatore, mio padre -. La Verità a cui si allude nel riconoscimento è proprio quella intesa dai romani “Ex ore parvulorum semper veritas”, innocente e pura, quella che rappresenta la Legalità, nonché l’Onore e l’Onesta, i valori costitutivi del Premio – continua Ponzi -. “L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno”, così Arthur Schopenhauer definì quello che divenne uno dei valori fondanti della persona di Vittorio Ponzi: l’Onore quale dignità, dunque, e umiltà di un uomo che ha saputo portare avanti sempre a testa alta la propria ricerca della Verità”.