Pil criminale: SOS impresa, Milano a rischio riciclaggio

Milano – Benchè in leggera flessione il Pil del crimine e dell’evasione denunciato dall’Istat fa rabbrividire. Si parla di 208 miliardi (nel 2015). E’ una quota pari al 12,6% del Pil nazionale. Le attività illegali valgono l’8,2% mentre quelle relative alle attività del commercio, degli alloggi in nero e della ristorazione sono tra le più alte: 24,6%. “Non bastano le energie delle istituzioni per abbattere questa vera e propria piaga, perché è chiaro che le tasse evase dal crimine e dai soliti noti vengono pagate in più dagli operatori onesti”, spiega Andrea Painini, segretario di Confesercenti Milano. “Occorre uno scatto del mondo associativo per isolare che è fuori dalla legge ma lo Stato e le istituzioni locali devono incentivare chi ha un rapporto virtuoso col fisco, almeno non aumentando ancora le tasse”, conclude Painini. “L’illegalità è la madre di tutti gli illeciti finanziari e a Milano sta dilagando il riciclaggio – spiega Ferruccio Patti di SOS Impresa Milano – e poi le attività illegali registrate sono molte meno di quelle reali, perché è difficile scoprirle. Il riciclaggio si nasconde dietro la crescita verticale di alcune attività che a prima vista sembrano trasparenti. Altra cosa è l’evasione dei piccoli negozi o degli artigiani – appesantiti da un sistema fiscale che non sa distinguere – che ricorrono al nero per sopravvivere, per evitare la chiusura. Per loro sarebbe necessario un piano di sostegno, come per i negozi di vicinato. Noi come SOS Impresa stiamo scandagliando anche il mondo immobiliare dove le transazioni sono spesso opache. Milano è un pò lo specchio della nuova crescita ma alimenta il malaffare”.