Lavoro: 370mila euro del Comune per la rete coworking

Milano – Milano crede nello sviluppo delle forme innovative di lavoro. Per questo sono state approvate dall’Amministrazione le linee di indirizzo per l’aggiornamento e l’ampliamento degli elenchi qualificati dei fornitori di servizi di coworking, makerspace e fablab, soprattutto nelle zone periferiche della città, e sono stati erogati incentivi economici per la nascita o l’ammodernamento delle strutture già esistenti. Un provvedimento che mette a disposizione risorse complessive per circa 370mila euro. Ad oggi sono 63 i soggetti fornitori di servizi di coworking, dieci tra makerspace e fablab, presenti sul territorio di Milano e iscritti all’Albo delle strutture qualificate creato nel 2014 dal Comune di Milano. Questi ambienti vengono definiti “qualificati” poiché offrono più di dieci postazioni di lavoro, tecnologie condivise, spazi comuni e di socializzazione, oltre a zone ristoro e per la condivisione del tempo, di idee ed esperienze in linea con lo spirito dell’economia della condivisione. “Le linee guida approvate – spiega l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani – ci consentono di proseguire nel sostegno allo sviluppo delle forme innovative di lavoro e dell’economia della condivisone co-finanziando gli investimenti degli operatori che hanno deciso di aprire nuove sedi di coworking, makerspace e fablab nelle periferie della città. Questo perché i nuovi luoghi della produzione consentono allo stesso tempo di rivitalizzare i quartieri cittadini e di creare opportunità di lavoro per giovani e professionisti interessati a lavorare in rete”. Per le nuove realtà, che aderiscono alla rete del Comune, sono previsti incentivi economici per complessivi 280mila euro, sino a un massimo di 20mila euro per ogni operatore, al fine di sostenere la parziale copertura delle spese volte all’acquisto di arredi, attrezzature e il miglioramento degli spazi. Previsti anche 80mila euro destinati agli operatori già presenti nell’albo che potranno contare su un contributo sino ad un massimo di 10 mila euro per la sostituzione delle attrezzature o il rinnovo degli spazi o delle infrastrutture di connessione.