Eupolis: Rapporto Lombardia 2017 (1)

Milano – Come assicurare uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacita’ delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni?”. Questa la domanda alla base del Rapporto Lombardia 2017, realizzato da E’upolis Lombardia. Ecco il Rapporto in sintesi. 1. RIDURRE POVERTA’ E VULNERABILITA’. La poverta’ resta al di sotto della media nazionale. La distribuzione del reddito e’ problematica. Lavoro: in Lombardia preoccupa l’aumento dei NEET (i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano), oggi il 18,6% dei coetanei. Istruzione: i livelli di competenze restano elevati in termini relativi, anche in Lombardia il grado di competenze e’ inferiore tra i componenti delle famiglie piu’ svantaggiate. Salute: i lombardi stanno bene. Preoccupa il calo demografico: nel 20135 ci saranno 200.000 minori in meno e 500.000 ultra 85enni in piu’. 2. AGRICOLTURA E NUTRIZIONE SOSTENIBILI. La produttivita’ lombarda e’ decisamente superiore a quella nazionale e il valore della produttivita’ per unita’ lavorativa e’ doppio rispetto a quello italiano e del 36% in piu’ rispetto all’UE. La produttivita’ per ettaro e’ l’80% in piu’ di quella italiana e quasi tre volte quella europea. In termini di efficienza, il rapporto tra spesa pubblica in agricoltura e produttivita’ in Lombardia e’ inferiore del 20% a
quella nazionale. 3. BUONA SALUTE. In Lombardia si vide di piu’ e con un’aspettativa di vita sana tra le piu’ alte dei Paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Dal 2001 si e’ ridotta la mortalita’ per incidenti stradali, l’indice lombardo e’ il piu’ basso d’Italia (1,5 deceduti ogni 100 incidenti, il dato nazionale e’ 2). In Lombardia e’ minore l’incidenza della patologie croniche multiple. 4. EDUCAZIONE DI QUALITA’. I tassi di scolarizzazione lombarda sono significativamente piu’ alti di quelli nazionali. L’accesso all’istruzione universitaria rimane precluso a un terzo della popolazione che non arriva a conseguire un diploma di scuola secondaria superiore. L’abbandono scolastico e’ in diminuzione e entro due anni la Lombardia dovrebbe raggiungere gli obiettivi di Lisbona 2020. 5. PARITA’ DI GENERE. E’ donna il 21 per cento dei consiglieri regionali, cifra superiore al 18% italiano ma inferiore al 32 per cento dell’Emilia Romagna. Ancora migliore la presenza femminile nella giunta regionale: con il 46,7% di assessori donna la Lombardia e’ al di sopra delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa. Critici i dati sulla violenza di genere: il 4% delle donne lombarde ha subito violenza fisica o mentale negli ultimi 12 mesi; sono circa 20.000 le donne (15-49 anni) ad aver subito mutilazioni genitali in Lombardia, su un totale di 57.000 in Italia.