Barbieri (Confcommercio): troppo alta la pressione fiscale, le nostre proposte

Milano – Per le imprese milanesi del terziario, dal 2011 al 2016, si è registrato un forte aumento della pressione fiscale. E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Ufficio studi di Confcommercio Milano e presentata oggi al Circolo del Commercio che ha messo a confronto le due realtà di Milano e Roma. “Con una crescita economica ancora incerta – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – i tributi locali rappresentano un peso rilevante per il mondo delle imprese. In particolare la pressione fiscale è sensibilmente aumentata negli ultimi anni anche a causa del taglio delle risorse alle amministrazioni comunali da parte dello Stato. Milano tuttavia, anche grazie al dialogo tra Confcommercio e Comune, risulta nel complesso meno cara di Roma. Si può e si deve fare di più. Occorre intervenire sui tributi locali per sostenere le imprese, rilanciare i consumi e rendere la nostra città ancora più attrattiva”. Dal confronto ne escono più penalizzati gli esercenti di Roma. Per quanto riguarda Milano, Confcommercio avanza le sue proposte in vista della definizione del bilancio comunale 2018. Occorre, su Imu e Tasi, estendere le aliquote ridotte “premiali” ai proprietari di immobili a destinazione commerciale (utilizzati direttamente o affittati) della categoria D (es.: alberghi, medie e grandi strutture commerciali) e della categoria A/10 (uffici e studi professionali). Sulla Tari è necessario introdurre un abbattimento della tassa per chi produce e consente la raccolta e il riciclo di rifiuti di valore (carta, alluminio, vetro…). Sulla Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico va ridotto per sostenere le imprese, già in difficoltà per l’andamento dei consumi e l’abusivismo. In particolare, vanno diminuiti gli importi dell’occupazione temporanea per accrescere l’attrattività e gli eventi. Contestualmente si devono rafforzare tutte le procedure utili a reprimere la concorrenza sleale degli abusivi. Infine sull’ Imposta di Soggiorno, visto che il gettito aumenterà con l’estensione anche alle locazioni turistiche brevi, gli introiti dovranno essere destinati a interventi in materia di turismo e sostegno alle strutture ricettive con vantaggi per il turista. Ad esempio: una carta gratuita del turista che offra sconti per l’accesso ai musei e per l’utilizzo della rete pubblica Atm di trasporti.