Maroni: Lombardia regione benchmark in ricerca applicata

Milano – “La Lombardia ha una naturale vocazione per l’innovazione e la ricerca e questo emerge dalle numerose iniziative intraprese, dalla voglia di innovare e dalla necessita’ di farlo, a fronte dei suoi 10 milioni di abitanti e delle sue oltre 800.000 imprese, la maggior parte delle quali piccole o piccolissime, ‘familiari’, che hanno bisogno di innovare per poter competere”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, al Politecnico di Milano, all’incontro ‘Crescere insieme: aziende e istituzioni a confronto”, organizzato dalla Fondazione Politecnico di Milano, al suo debutto come presidente dell’Assemblea dei Fondatori della Fondazione del Politecnico. “Non facciamo questo solo per finanziare i ricercatori – ha proseguito il presidente -, ma perche’ la ricerca e l’innovazione sono un fattore di competitivita’ ed e’ anche per questo che abbiamo investito e stiamo investendo molto, con un modello, che io definisco ‘modello lombardo’, che si basa sulla leale collaborazione tra le Istituzioni, a prescindere dalle posizioni politiche, e sul
rapporto tra pubblico e privato: un modello che funziona”. “Ho gia’ fatto presente al Governo che i ricercatori che abbiamo non possono essere lasciati a casa cosi’, per una questione burocratica – ha aggiunto il presidente -, se e’ un problema di risorse, troviamo le risorse”. “Concretezza vuole dire risorse – ha proseguito -, che non sono mai abbastanza, ma la Lombardia ha raggiunto in questi anni un livello molto alto di capacita’, di leadership, di attrarre investimenti: il programma di investimenti europei 2014-20 ha visto la Regione Lombardia premiata con il 60 per cento in piu’ di risorse rispetto agli anni precedenti, perche’ in Europa c’e’ attenzione a come vengono spese le risorse”. “Abbiamo investito e stiamo investendo davvero molto nella ricerca – ha ribadito Maroni -: quando sono stato eletto ho messo nel mio programma di governo di arrivare al 3 per cento del Pil della Lombardia in ricerca, partendo dall’1,7 per cento, e posso ora dire con soddisfazione e orgoglio che, per la fine dell’anno, questo obiettivo sara’ raggiunto, quanto a risorse complessive, in collaborazione con i privati. E questo colloca la Lombardia prima tra le Regioni italiane e tra i Quattro Motori d’Europa”. “La Lombardia si caratterizza per innovazione e ricerca per come e’ organizzato il sistema produttivo – ha spiegato -: abbiamo 9 cluster tecnologici, tra cui quello della ‘Fabbrica intelligente’, dell’Agrifood e delle Scienze della vita. Ed e’ in questo settore, in particolare, che prevediamo di investire per i prossimi anni, per esempio con Human Technopole, sull’area Expo”. “L’altra grande area interessata dai prossimi investimenti nel settore e’ l’area ex Falk – ha illustrato Maroni -, dove sorgera’ la Citta’ della Salute e della Ricerca, su cui stiamo investendo molto e in cui prevediamo di unire i due Ircc, Istituto Tumori e Besta, grazie anche a investimenti privati, per realizzare un Polo orientato piu’ all’oncologia”. “Vogliamo portare in Lombardia il centro IBM Watson, di portata europea, che coinvolgera’ anche l’Universita’: una mega data base, che avra’ accesso, in forma anonima, a tutte le cartelle cliniche della Lombardia, che consente di fare una diagnostica d’avanguardia e in tempi rapidissimi, in modo da curare meglio. “Come Regione – ha spiegato il governatore – stiamo facendo e abbiamo fatto molto per l’innovazione e la ricerca. Innanzitutto le tre leggi – ‘Impresa Lombardia’, ‘Manifattura Diffusa 4.0’ e ‘Lombardia e’ Ricerca e Innovazione’ -, che hanno reso possibili moltissimi progetti, in un rapporto btob, come per gli Accordi di Competitivita’”.