Edili: grido d’allarme dei sindacati, boom di incidenti

Roma – In occasione del Safe Day 2017, i sindacati nazionali FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil sono scesi in Piazza Santi Apostoli a Roma, per chiedere a governo e istituzioni di tenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza e della salute dei lavoratori ed agire coerentemente e concretamente per impedire che ancora si muoia e ci si ammali di lavoro. Ci sono stati flash mob, installazioni e una conferenza stampa. Sono oltre 3 milioni gli incidenti sul lavoro che avvengono ogni anno nel mondo e oltre 168 mila le persone che muoiono per infortuni e malattie professionali. A fronte di questi numeri spaventosi le costruzioni si riconfermano come uno dei settori più a rischio dove, secondo l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, circa un terzo dei lavoratori sono esposti a sostanze pericolose e cancerogene e, fra tutti, quelli più colpiti da morte prematura. La prima causa di morte nei cantieri resta la caduta dall’alto. In Italia nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e si è registrato un drammatico aumento delle denunce di malattie professionali e di incidenti. Il 20% delle vittime si è registrato nel settore delle costruzioni, che hanno anche il triste primato dei lavoratori anziani morti sul lavoro: quasi il 33% erano over 55 e oltre il 22% over 60. Nel 2017 ci sono già state 188 vittime sul lavoro, di cui 40 nelle costruzioni, tra esse numerosi over 55. Oltre al dramma, il fenomeno comporta anche un costo sociale diretto ed indiretto insostenibile, pari ad oltre 50 miliardi di euro (il valore calcolato a livello mondiale, invece, è di circa 3 mila miliardi di euro, vale a dire il 4% del Pil).