A2A: nei prossimi cinque anni investimenti per 2,75 miliardi

Milano – Si è riunito oggi il consiglio di Amministrazione di A2A che ha esaminato e approvato il Piano Strategico 2017-2021 del Gruppo, che, come recita la nota ufficiale, conferma l’indirizzo strategico intrapreso nel 2015 volto a trasformare A2A in una multi utility moderna, essenziale al soddisfacimento dei bisogni delle comunità locali servite, leader nella green economy, nelle reti intelligenti e nelle nuove forme di gestione dei servizi energetici. “Il nuovo Piano – si legge nella nota – , confermando o migliorando tutti gli obiettivi industriali già definiti in precedenza, definisce la nuova priorità strategica, “R1”, dalla ristrutturazione del comparto termoelettrico (le cui attività operative sono state largamente realizzate nel biennio appena conclusosi) al “rilancio” delle aree ambiente, reti e servizi energetici attraverso una ulteriore accelerazione degli investimenti ad esse dedicati. La realizzazione del nuovo Piano contribuirà a ridefinire significativamente il portafoglio di asset industriali consentendo ad A2A di cogliere in modo ancora più efficace le crescenti opportunità del mercato e di proporre su scala industriale alcuni dei progetti, già avviati in fase sperimentale, nei campi dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’efficienza energetica”. Nel quinquennio 2017-2021 sono previsti investimenti complessivi pari a circa 2,75 miliardi di euro (di cui 1,6 miliardi di euro destinati ad attività di sviluppo, interno e/o esterno – escluse le aggregazioni territoriali), uno sforzo significativo – completamente autofinanziato – di investimenti sul territorio per completare la trasformazione del Gruppo. Si tratta di circa 500 milioni di euro più rispetto al precedente Piano quinquennale e circa il 50% in più di investimenti all’anno rispetto alla media 2014- 2016. Il 90% circa degli investimenti saranno finalizzati al sostegno della crescita nei business regolati e quasi regolati. Tali investimenti consentiranno, nel 2021, di avere il 70% circa del Capitale Investito Netto di Gruppo in attività regolate o quasi regolate.