Accornero (Claai), voucher, no a battaglie ideologiche

Milano – “La temuta battaglia ideologica contro i voucher si sta avverando. Gettare il bambino con l’acqua sporca non è la soluzione, ma l’aggravamento di un problema”. La Claai-Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane interviene nel dibattito aperto in merito a un possibile restringimento del raggio di applicazione dei buoni lavoro, in particolare dopo le affermazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che prospetta di vietare il loro uso alle imprese. “Siamo consapevoli che sui voucher pende la spada di Damocle del referendum –- afferma il segretario nazionale Claai, Marco Accornero – e che il Governo presumibilmente tenti di disinnescare la potenziale portata negativa del voto popolare, ma stravolgere lo spirito per cui sono stati introdotti i buoni lavoro nel nostro sistema economico appare più grave della minaccia stessa. Dati statistici –- prosegue Accornero -– dimostrano che i voucher interessano solo lo 0,3% del monte ore complessivamente lavorato nel nostro Paese e che ben l’80% dei coupon riguardano piccoli e secondi lavori fatti da giovani, donne, pensionati, per arrotondare spesso un altro reddito senza dover sottostare a paghe in nero, senza tutele. Eliminare la possibilità di far utilizzare i voucher alle imprese -–conclude Accornero – rappresenterebbe un grave passo indietro sul fronte della lotta al lavoro nero e allo sfruttamento, che toglierebbe di fatto dignità e tutele (con la copertura Inail ed Inps) a tutte quelle prestazioni discontinue, per loro natura estremamente flessibili e saltuarie, per le quali i buoni lavoro costituiscono un ottimo metodo trasparente di pagamento per i lavoratori e le imprese. Penso a botteghe e negozi in periodi particolari come le festività o i saldi. Certo, occorre correggere alcune distorsioni ed abusi, ma concentrarsi su un problema marginale, che peraltro contribuisce a sanare sacche di lavoro nero, eliminando l’uso dei voucher per le prestazioni offerte dalle imprese significa far venire meno una innovazione flessibile in un mercato del lavoro rigido e bloccato. Per questo ci appelliamo al Governo affinchè valuti con ragionevolezza la portata generale dei voucher correggendone le criticità e disciplinandone meglio l’uso, non eliminando drasticamente la possibilità di accesso alle aziende”.”