Commercio: centri storici, nuova disciplina alimentari per decreto

Milano – E’ il Corriere Della Sera a dare conto del dispositivo di legge che “regola” l’offerta degli alimenti nei centri storici delle città. “C’è un articolo, confinato nelle pieghe di un decreto legislativo appena tornato in Consiglio dei ministri per la sua definitiva emanazione, che dà ampia facoltà ai comuni di decidere che cosa residenti e turisti possono comprare o mangiare nei centri storici delle nostre città. Si tratta di un testo in cui il Parlamento ha dato la delega al governo di legiferare, pur con i dovuti passaggi nelle commissioni competenti. Ebbene all’articolo 1 comma 3 della nuova Scia (segnalazione certificata di inizio attività) si consente «al Comune, d’intesa con la Regione di individuare, con apposite deliberazioni, zone o aree aventi particolare valore archeologico, storico e artistico» in cui è possibile determinare una quota di prodotti locali da dover esporre per la vendita al pubblico. Si tratta di uno schema, il caso vuole, già in vigore a Firenze guidata dal renziano Dario Nardella. E a Padova, per volontà del leghista Massimo Bitonci. A Firenze già da un anno chi vuole aprire una bottega alimentare in centro storico deve esporre per il 70% prodotti toscani doc”.