Turismo: viaggiatori long haul, crescono i sauditi, calano i cinesi

Milano – Secondo i rilevamenti di ForwardKeys (una delle società internazionali di analisi dei flussi turistici) che ha realizzato per il Corriere della Sera una ricerca, prendendo in considerazioni i viaggiatori «long haul», cioè quelli che volano da altri continenti e che hanno una capacità di spesa maggiore, il primato spetta ai viaggiatori che arrivano dall’Arabia, un record che raggiunge il +68%, cinesi in fuga, ma sono in aumento gli indiani. I dati sono stati raccolti attraverso più di 200 mila agenzie di viaggio in tutto il mondo e attraverso l’analisi di circa 14 milioni di prenotazioni effettuate ogni giorno. Gli statunitensi sono una certezza. Gli australiani aumentano. I messicani (ri)scoprono la Penisola. Gli indiani iniziano a non essere più una novità. Mentre cinesi e giapponesi preferiscono restare a casa o muoversi altrove. Ma i dati dicono che dal 1° giugno al 31 luglio 2016 gli arrivi «long haul» in Italia sono stati il 2,4% in meno rispetto allo stesso bimestre dell’anno passato. Se si vanno a vedere le prenotazioni (di persone che dormiranno almeno una notte in un hotel italiano) per questo mese di agosto gli arrivi sono previsti con segno meno (-4%). «La diminuzione va però contestualizzata», chiarisce Laurens van den Oever, Chief marketing officer di ForwardKeys. «L’estate scorsa c’è stato il boom di visitatori grazie a Expo di Milano, quest’anno non c’è alcun grande evento». Rispetto al periodo giugno-agosto 2014 i dati del trimestre di quest’anno sono in aumento.