Lombardia: legge di riordino dei luoghi di cultura

Milano – La Commissione Cultura, presieduta da Luca Ferrazzi, ha iniziato oggi una serie di audizioni sul progetto di legge di riordino in materia di cultura, di iniziativa della Giunta regionale. Il provvedimento è composto da 42 articoli e mira a razionalizzare il corpus normativo vigente, valorizzando il binomio tradizione-innovazione. Oggi erano presenti rappresentanti dell’Unione Province Lombarde, dell’ANCI, di Unioncamere Lombardia, di ANAI (l’associazione degli Archivisti), dell’Associazione italiana biblioteche e di Cgil-Slc Il progetto di legge in sintesi valorizzazione dei siti Unesco della Lombardia, degli itinerari culturali e dei cammini, con particolare riguardo a quelli religiosi. Introduzione di norme di salvaguardia e promozione della lingua lombarda. Partecipazione a scambi culturali in ambito interregionale, macro regionale, nazionale e internazionale, con la possibilità di promuovere accordi in ambito europeo. Sul versante della creatività, dell’innovazione, della ricerca e della sperimentazione introduzione di specifiche norme di promozione. Sostegno all’attività terapeutica della cultura, valorizzando il ruolo del volontariato culturale. Introduzione del ruolo economico del settore culturale, attraverso le imprese culturali e creative, investendo con strumenti ad hoc. La Regione intende incoraggiare la presentazione di progetti di ampio respiro, che riguardino più ambiti territoriali e che vedano una stretta collaborazione tra pubblico e privato. Il Fondo per la cultura, sostituirà i diversi fondi previsti oggi per ciascun settore, rendendo più agevole l’utilizzo delle risorse e consentendo il sostegno di progetti multidisciplinari. Tra i progetti la riqualificare il villaggio Crespi d’Adda a Capriate San Gervasio d’Adda in provincia di Bergamo, patrimonio dell’Unesco dal 1995, antica sede del cotonificio Crespi e oggi di proprietà del Gruppo Percassi. Lo chiede la proposta di risoluzione approvata oggi all’unanimità in Commissione Territorio, che impegna la Giunta a farsi promotrice di un accordo di programma tra i proprietari e l’amministrazione comunale per riprendere l’iter necessario ad avviare la rivitalizzazione dell’area che ne consentirebbe la conservazione e la valorizzazione almeno dal punto di vista storico-culturale.